Idee

Fahrenheit 451 in Italia ovvero il Censimento dei Radical Chic

«Custodire una parola abolita, una ciascuno, io ho scelto temulento che significa ubriaco, tu che parola vuoi essere». In Fahrenheit di Bradbury diventato un film di Truffaut degli uomini e delle donne abbandonano il mondo futuro dove sono stati aboliti i libri per imparare a memoria un libro e così permettergli di sopravvivere  come fecero i Benedettini per i testi dell’antichità .

La stessa cosa fanno gli intellettuali in una Milano futura per le parole difficili che sono state censite e bandite da un Regime in cui il Ministro degli Interni che è in realtà anche il Primo Ministro ha fatto il classico ma per comandare,come rivela alla madre ,ha scelto di essere volgare perché la gente non vuole sentire parole che non capisce. Poi lo stesso Ministro sarà costretto alle dimissioni perché, per gusto della trasgressione, va a vedere un film d’autore.

È la trama de “Il censimento dei Radical Chic” di Giacomo Papi, edizioni Feltrinelli, una distopia amara del ruolo degli intellettuali nell’Italia del Post populismo.

Intellettuali come il padre di Olivia, che vive a Berlino facendo la pasticcera dopo aver abbandonato gli studi di lapidi bizantine e che torna a Milano dopo che il padre è stato massacrato di botte per aver parlato troppo difficile in Tv e aver citato Spinoza, dopo mesi di scontri con la gente su Facebook.

Prima gli intellettuali servivano alla gente perché l’ aiutavano a scrivere ma oggi scrivono tutti, è una delle tesi di questo romanzo divertente ma amaro.

Un Romanzo sulla solitudine come quella di Olivia che lavora quando la gente dorme e viceversa e che ha solo una relazione saltuaria con uno Chef giapponese gentile ma con figli.

La Solitudine da cui si esce solo con le Parole, le Parole dei libri perché fuori dai libri la gente è solo più sola di prima.

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