Idee

Energie rinnovabili in Italia: bene, ma non benissimo

Il rapporto mensile di produzione di energia elettrica di Terna mostra un’Italia in cui le energie rinnovabili si sono stabilizzate, ma non crescono quanto dovrebbero.

Occorre una politica ben più coraggiosa ed ambiziosa, che non si accontenti di dire che abbiamo raggiunto gli obiettivi europei, perché si tratta di obiettivi minimi, ma che punti all’eccellenza e all’uso delle risorse nazionali: per produrre energia elettrica abbiamo il sole, perché dobbiamo importare il gas dalla Russia e dall’Algeria?

Ora che la produzione industriale è tornata a cresce, e con essa la domanda di elettricità, è impensabile che questa venga soddisfatta con combustibili fossili che sono nocivi per l’ambiente.

Come si può vedere dal grafico storico che ho realizzato con i dati Terna, tra il 2005 e il 2014 la produzione rinnovabile è cresciuta da 64 a 121 TWh (terawatt-ora), per poi calare a poco più di 100 nel 2017. In termini percentuali, le rinnovabili sono salite dal 21% del totale a quasi il 45%, per riscendere al 36%.

Perché?

I record del 2013 e 2014 sono dovuti alla notevole piovosità del biennio, che ha dato un grande contributo di energia idroelettrica (50-60 TWh); successivamente ci sono stati anni più secchi e l’idroelettrico è ripiombato sotto i 40 TWh.

Eolico e fotovoltaico sono cresciuti troppo poco tra il 2014 e il 2016, rispettivamente del 9,6% e del 4,6%, percentuali ridicole rispetto a quanto sta avvenendo nel resto del mondo dove i tassi di crescita annui superano questi valori. Il fotovoltaico è stato ammazzato dal governo Monti nel 2012, chiudendo il rubinetto degli incentivi. Successivamente, nessuna coraggiosa politica di sviluppo è stata intrapresa. L’eolico è ostaggio di comitati e comitatini e storici dell’arte che si lamentano degli effetti sul paesaggio senza capire che in un futuro non troppo lontano i cambiamenti climatici dovuti alle energie fossili produrranno cambiamenti ben peggiori alle loro amate cartoline paesaggistiche.

Infine, il carbone è diminuito troppo poco, da 15,7 Mtep nel 2010 a 12.8 Mtep nel 2016. Occorre una chiara tabella di marcia per fare sparire il carbone!

  1. Se riuscissimo a spostare l’uso del trasporto individuale verso il trasporto collettivo i consumi fossili crollerebbero. Ma non c’è la volontà politica.

    In provincia di Novara il trasporto pubblico è praticamente moribondo, potremmo dire che praticamente non esiste. Ed è questo il nodo del problema.

    Intanto ci respiriamo tutta questa roba…

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