Idee

Economia, breve termine e sostenibilità

Caro Direttore,

Il blaterare di troppi, Governo in primis, sul DEF e le sue percentuali di deficit e nel contempo i Nobel all’economia su temi di sostenibilità ambientale e non solo mi suggeriscono  un pensiero. Che da anni porto avanti, non certo io per primo!, nelle aziende e nei contesti in cui opero, sul valore del tempo e sulle scelte di lungo termine. Cruciale in famiglia, nelle aziende ed in economia. Tempo e pazienza.

Un banchiere amico conveniva con me che si dovrebbero abolire le trimestrali, perlomeno per banche e assicurazioni. E forse per tutta una serie di business pur quotati che però , per essere efficaci e profittevoli , devono perseguire strategie di lungo termine. Per il bene di tutti.

Il 2,4% o 2,1 francamente non rileva , come deficit programmato. Se poi scende, ovviamente meglio. Il punto è però come e dove prendo i soldi, dove investo e dove spendo. Per obiettivi di breve termine , elettorali? Sarebbe allora troppo anche l’uno per cento…

La destra austriaca ha sbertucciato i nostri neo governanti : “noi non siamo a favore del deficit”. Serva a Salvini e compagnia di lezione, ma il punto è ancora un altro.

Che Italia progettiamo, che mondo consegnamo ai figli ed ai nipoti. Su questo il Governo della dicotomia , assurda ridicola ma efficace nel breve termine,  fra popolo e agenzie di rating ancora ci deve spiegare. Quali grande opere? Quali progetti? Quali riforme? E la riforma costituzionale, non andava bene quella di Renzi, e la loro? Il federalismo, idea per me urgente e valida, lo pensate e lo proponete?

Gli economisti premiati dal Nobel, ma in fondo ci dovremmo arrivare tutti…, pare insegnino il valore della sostenibilità. Di cambiare gli algoritmi del PIL si parla da tempo.

I bilanci delle aziende , che pure in c.d in formato quarta  direttiva CEE sono da anni assai loquaci (e ben fatti a mio parere, comunque la si pensi, non è affatto vero che mentono..) tuttavia non descrivono ancora bene i fattori di rischio di tenuta di un business nel tempo. I fuochi di paglia o di giornale sono i veri nemici delle aziende e degli investitori, eppure non vengono ben rivelati dai bilanci. Altro che i bilanci sociali logorroici e sociologici, spesso del tutto inutili. Si descrivano con più trasparenza i veri fattori e rischi del business model.

La possibilità di mantenere e far crescere  i risultati nel tempo sono il vero valore da preservare , da descrivere, da monitorare.

Se una banca fa il conto economico con fugaci rapinette piazzando prodotti con commissioni una tantum, come si è spesso fatto con i derivati , ma perde in numerica conti correnti e clienti , che futuro avrà? Se il bilancio è fatto con pochi clienti grossi ai quali si presta tanto denaro, e speriamo con criterio…, è meno solido di quanto appare. Se Fiat non programma nuovi modelli, benché il troppo osannato Marchionne dichiarasse con geniale supponenza che lo faceva apposta perché in tempo di crisi è meglio non fare investimenti che potrebbero essere sbagliati…, poi i risultati si vedono.

Se tu , azienda media o piccola , stai in piedi solo  delocalizzando  a est, poi  ogni due anni più a est ancora , per risparmiare pochi spiccioli di costo del lavoro perché sul resto non sei buona, considera che un concorrente più a est di te lo trovi presto.

Se uno fa utili senza investire   ad esempio in management adeguato, in capitale umano   ( il concetto stesso di manager è odiato dalla più parte delle idiotissime PMI italiane , formule che ormai fanno ridere e solo qualche convegno provinciale ancora osanna) o in prodotto o in nuovi mercati , banale ragionamento, questo imprenditore che futuro avrà? Nessuno. Oppure si fa una start up e la si rivende. Finito. Più leggera e intangibile possibile. I giovani spesso non vogliono dipendenti…sono peggio dei padri in certi casi.

Solo che per pianificare e perseguire obiettivi di medio lungo termine occorrono studio e pazienza, ma l’uomo con lo slogan ha più fretta ed è più efficace nel breve rispetto all’uomo con il ragionamento.

Cominciamo così ad eliminare il tema di storia. Per l’uomo con lo slogan ovviamente è inutile.

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