Idee

“Dress code” e tempi che cambiano…

È vero: fa senso vedere dei giovani andare a scuola in bermuda, canotta ed infradito. La scuola non è una piscina, è giusto. Ma vogliamo vedere quanto è cambiato il modo di vestire oggi rispetto a ieri?

Vai a teatro: una volta era d’obbligo una mise da sera, con abito lungo per le donne, giacca e cravatta per gli uomini, di colore scuro obbligatorio. Oggi vedi uomini con maglioncino e jeans,  donne con abiti più o meno succinti, anche alla Scala.

Vai in un negozio: una volta le commesse portavano tutte un camice, oggi il camice non lo portano neanche le addette alla pulizie, in banca il cassiere era obbligatoriamente in giacca e cravatta, oggi è già tanto trovarlo in camicia.

Vai in chiesa: ho fatto in tempo a vedere le donne rigorosamente tutte con il velo, nero per le anziane, bianco per le giovani e le bambine, vietate le spalle scoperte, le maniche corte anche per gli uomini, proibite le minigonne e i pantaloncini per tutti. Oggi anche la Chiesa ha rinunciato a questa battaglia: basta non essere in bikini,  i cartelli ad hoc sono sempre più sbiaditi, retaggio di epoche vicine cronologicamente ma lontanissime nella cultura e nella prassi della gente. Del resto quando vedi una suora con il velo, un cappuccino con il saio, un prete con la talare rimani sorpreso e lo guardi come una cosa strana.

Vai alla Camera: abbiamo visto il presidente provvisorio della Camera orgogliosamente scravattato nella prima seduta.

E le divise, che si vorrebbero introdurre nelle scuole? Se ne vedono sempre meno per le strade, non esiste più la leva e chi fa il militare di professione spesso non la indossa mai fuori servizio. Anche la divisa spesso è informale: tute, polo, t-shirt hanno preso il posto di spalline e giacche in nome della comodità e della praticità fino a far sembrare un ufficiale più simile ad un operaio che all’iconografia tradizionale dei soldati.

Se penso a quando giravo io in città con mio nonno: io in camicia e pantaloncini corti, lui anche d’estate in giacca e cravatta e borsalino non posso non notare che oggi i nonni si vestono come i nipotini: calzoncini e t-shirt con i Simpson tutti, senza distinzioni d’età.

Credo, quindi che se  certi eccessi possano essere esclusi dalle aule scolastiche ogni circolare che possa sembrare un tentativo di restaurazione di un costume ormai definitivamente estinto può suscitare solo qualche risolino  e scrollata di spalle nelle nuove generazioni. Oggi domina l’informalità, la diversità, a scapito della forma e spesso dell’eleganza ma non ci si può fare niente.

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