Idee

Dialoghi dal terzo millennio. Diminutivi categorici

Per la strada

Mariulin: “Ciao Ombretta! Quanto tempo…”

Ombretta: “Ciao Virgola! Come stai!?”

Mariulin: “Virgola? Scusa chi è Virgola?”

Ombretta: “Ma come! Sei tu! Come ti chiamavo all’asilo?”

Mariulin: “Come?”

Ombretta: “Virgola.”

Mariulin: “E perché?”

Ombretta: “Come perché?! Chi erano le tre giovani marmotte nel gruppo parrocchiale?”

Mariulin: “Chi erano?”

Ombretta: “Baruffa, Lenticchia e Virgola…”

Mariulin: “Baruffa, Lenticchia e Virgola? E chi sarebbero le altre due?”

Ombretta: “Birbante di un birbante! Quando andavamo a fare la raccolta della carta nelle case, come ci chiamavano tutti?”

Mariulin: “La raccolta della carta?”

Ombretta: “Eh si…”

Mariulin: “E c’ero anch’io?”

Ombretta: “Sì.”

Mariulin: “Forse era un altro, io ero un teppista…”

Ombretta: “Infatti buttavi sempre la carta fuori dalle scatoline…”

Mariulin: “Tanto c’erano le altre due…E chi erano?”

Ombretta: “Baruffa ero io e Lenticchia, Sara Pisanelli.”

Mariulin: “La racchia?”

Ombretta: “Stupido, la Lenticchia.”

Mariulin: “Ah… Va beh, sono passati cinquant’anni…Come sta tua figlia?”

Ombretta: “Ah bene, si sta per laureare…”

Mariulin: “In cosa?”

Ombretta: “Scienza della transizione mercantile internazionale e marketing della narrazione economica nell’industra 2.8.”

Mariulin: “Non ho capito niente, ma mi succede spesso…E dove studia a Milano?”

Ombretta: “Sì, a Milano, povera cara, al mattino prende la sua ‘freccina bianca’ poi la sua ‘linea verdina’ e arriva alla ‘Bocconcina’…Cara la mia piccolina…”

Mariulin: “Quanti anni ha?”

Ombretta: “32…”

Mariulin: “Ma è fuori corso?”

Ombretta: “Si, si, a lei piace approfondire tutte le sue cosine…”

Mariulin: “Le cosine?”

Ombretta: “Sì tutto quello che studia! Ci metterà un pochino di più, ma il suo canestro di sapere sarà bello pingue…”

Mariulin: “Eh sì i canestri di sapere belli pingui sono rari. Direi unici.”

Ombretta: “Lo sapevo birbante! In fondo sei sempre stato un bravo bambino…”

Mariulin: “Io per divertirmi ammazzavo i topi di fogna…”

Ombretta: “Beh qualche peccatuccio lo abbiamo commesso tutti. Ma a proteggerci c’è il nostro angioletto custode…”

Mariulin: “Ma perché vedi tutto piccolo?”

Ombretta: “Sono un pochino miopina…”

Mariulin: “Non parlavo della vista ma della lingua…Anzi della linguetta…”

Ombretta: “Però non usare questi termini con me…”

Mariulin: “Quali termini?”

Ombretta: “Cosa hai detto poco fa?”

Mariulin: “Linguetta?”

Ombretta: “E non ripeterlo! Non mi piacciono le scurrilità…”

Mariulin: “Ma linguetta è il diminutivo di lingua, femminile singolare, non è una parolaccia…”

Ombretta: “Birbante d’un birbante, lo so dove vuoi arrivare, ma io non ho fette di pizzo di San Gallo sugli occhietti…”

Mariulin: “Ma non erano le fette di prosciutto sugli occhi?”

Ombretta: “Vedi? Cosa hai detto?”

Mariulin: “Prosciutto…”

Ombretta: “Appunto! Con che animale fanno quella cosa lì?”

Mariulin: “Maiale…”

Ombretta: “Vedi?”

Mariulin: “Ma vedi cosa?!”

Ombretta: “Ti piace troppo parlare in modo lascivo, scurrile, licenzioso, impudico, inverecondo…”

Mariulin: “Sembri la Treccani…”

Ombretta: “Ancora?!”

Mariulin: “Ma è un dizionario…”

Ombretta: “Si, ma mi manchi un pochino di rispetto…”

Mariulin: “Ti hanno mai mandata a cagare?”

Ombretta: “La nostra conversazione finisce qui. Punto.”

Mariulin: “No, sono Virgola…”

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