Idee

Deficit per chi o per che cosa?

Il programma, che non sappiamo ancora se e quando sarà di Governo, concordato da Lega e 5 Stelle prevede un deficit fino al 5,5% del Pil, invece del rispetto del parametro europeo, che prevede massimo il 3%.
È vero per converso che un deficit del genere, dovuto a Flat Tax con minore gettito, revisione della legge Fornero sulle pensioni, reddito di cittadinanza e non aumento dell’Iva produrrebbe anche una maggiore crescita del Pil ma non abbastanza da contenere il deficit.
Lega e 5 Stelle rivendicano il diritto di violare questi limiti imposti dall’Europa in cambio di un maggiore benessere dei cittadini.
Il problema non è quello di rispettare solo parametri astratti ma di capire se l’aumento della spesa pubblica dovuta a più uscite e meno tasse è di qualità e può assicurare un maggior e più solido benessere per gli italiani anche in futuro e se riduce le disuguaglianze già molto, troppo forti in Italia.
Per le disuguaglianze non ci sono progressi: le sole due aliquote più basse delle attuali lasceranno più soldi in tasca a chi ne ha già e più potere d’acquisto a chi ne ha già molto.
Più gente in pensione con relative liquidazioni, il reddito di cittadinanza, più soldi in tasca aumenteranno certamente i consumi privati.
Quello che non ci daranno queste misure saranno più soldi per la Sicurezza, più soldi per le Case Popolari e nuovi ospedali, più soldi per scuole sicure ed agibili, più soldi per più ospedali nuovi e cure migliori, più soldi per più aule universitarie e più professori.
Non ci saranno soldi per la ricerca di base ed applicata, per inventare nuovi brevetti e nuovi prodotti.
Quella del Governo giallo verde è una ricetta economica liberista con un po’ di attenzione ai più poveri, cose già viste, certamente non rivoluzionarie.

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