Idee

Crescita economica?

Alessandro, Giulio Cesare o Carlo Magno non avevano problemi di crescita economica; l’unica crescita che potevano immaginare era l’espansione dei propri territori, ma per il resto ogni anno avrebbe portato  grosso modo la stessa produzione del precedente.

L’idea di crescita economica è legata alla prima globalizzazione, quando l’Europa ha invaso e conquistato larga parte del mondo sfruttandone più o meno brutalmente le risorse.  Si è cioè iniziato a capire come ottimizzare e rendere più efficienti i processi in modo da produrre sempre di più, ma è solo verso il 1930 con il lavoro di Kuznets che è stato inventato un metodo di misura unica di questa crescita: il prodotto interno lordo o PIL.

Calcolarlo non era semplice (il manuale di istruzione del FMI raggiunge quasi le 300 pagine!), ma un solo numero ora era sufficiente per misurare lo stato di salute dell’economia di un paese e le sue variazioni di anno in anno permettevano di valutare l’espansione o la contrazione dell’economia. Gli economisti si sono così conquistato il ruolo di sommi sacerdoti della società moderna, interpellati da governanti e giornalisti per avere previsioni sul futuro prossimo.

L’aumento del PIL riesce a fotografare bene le fasi iniziali di sviluppo di un paese povero e arretrato, ma a mano a mano che l’economia cresce diventa uno strumento sempre meno utile, come aveva già messo in luce Robert Kennedy in un celebre discorso del 1968: il PIL «misura tutto eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.» Ne parlavo giusto dieci anni fa su Ecoalfabeta.

Il PIL infatti aumenta quando aumentano le spese militari, la criminalità, l’inquinamento, i divorzi, le epidemie, le code in autostrada, gli incidenti, i disastri naturali. Al contrario non cambia di un epsilon se le persone si dedicano al volontariato invece che al gioco d’azzardo, se trascorrono più tempo con i figli invece di fare shopping, se coltivano l’orto invece di acquistare verdura surgelata.

Negli Stati Uniti è stato messo a punto ormai da decenni il GPI,  Genuine Progress Indicator. Il PIL viene ricalcolato aggiungendo il valore dei servizi gratuiti (cure parentali e volontariato) e sottraendo invece le attività che causano danno (crimine e danni ambientali). Come si vede dal grafico in cima, mente il PIL degli Stati uniti è cresciuto quasi regolarmente negli ultimi 70 anni, il GPI è cresciuto fin verso la metà degli anni ’70, per poi rimanere sostanzialmente stabile. Questo dovrebbe farci riflettere.

Il fatto che alcuni Stati Come Maryland e Vermont hanno adottato il GPI come misura ufficiale del “benessere economico” fa bene sperare.

[Primo di una serie di tre post su crescita, decrescita e sostenibilità –  Il seguito alla prossima puntata]

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