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Cose che fanno preoccupare: troppa CO2 peggiora la qualità del cibo

Secondo le previsioni dell’IPCC, i cambiamenti climatici rappresentano una dura sfida per l’agricoltura: siccità, inondazioni, ondate di caldo e di freddo ridurranno in modo significativo le rese agricole in varie parti del pianeta.

C’è anche tuttavia un possibile peggioramento della qualità del cibo di cui si parla meno.

Spesso, nelle “chiacchiere da bar”, qualcuno sostiene che, al netto degli eventi climatici estremi citati prima, con un aumento della CO2 in atmosfera le piante dovrebbero crescere meglio visto che il carbonio disponibile è più abbondante.

Ebbene, questo non è vero. Uno studio pubblicato qualche anno fa su Nature ha simulato l’effetto di più alti livelli di CO2 sulle coltivazioni, livelli che saranno comuni a metà secolo se si continuerà con il trend di crescita corrente . Lo studio è durato sei anni ed ha riguardato 130 specie di cibo vegetale, coltivate in sette diverse zone del pianeta.

È stata osservata una significativa diminuzione di nutrienti (Zinco meno 9.3%, Ferro meno 5.1%) e di proteine vegetali (-3%) e una concomitante crescita di amidi e zuccheri: cibo più calorico, ma meno nutriente, insomma.

Le carenze di Zinco possono aggravare i sintomi di polmoniti, malaria e altre malattie, e già oggi causano circa 800 000 morti all’anno tra i bambini con meno di 5 anni. La carenza di Ferro è la prima causa di anemia, responsabile del 20% delle morti durante la gravidanza e il post parto.

Per miliardi di persone grano e riso sono la fonte primaria di alimentazione ed una perdita di nutrienti e proteine potrebbe avere conseguenze drammatiche. Chi ha risorse disponibili, può “mangiare brioches”, ma questa non è una opzione per la maggior parte degli abitanti del pianeta.

Anche per questo ridurre le emissioni di CO2 è un imperativo categorico, ”la” battaglia dei nostri giorni, la nostra responsabilità verso le generazioni che verranno.

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