Idee

Il centro storico salotto o terra di nessuno?

Una volta era molto più comune, ma in qualche casa è ancora così: c’è una zona da vivere tutti i giorni, di solito con la cucina e magari un tinello, e poi c’è il salotto buono, quello dove si va solo nelle occasioni speciali. La porta è chiusa, le tende tirate, l’ordine regna indisturbato e persino muoversi e parlare diventano operazioni da fare con cautela. Tutto ciò che c’è lì dentro va preservato, non si discute, e la soluzione più semplice diventa non entrare, ovvero si impara a fare a meno di quel pezzo di casa che incute soggezione. Tutto rimane in ordine, ma perde di vita e soprattutto di amore.

Proviamo a pensare al centro storico delle città, e quindi anche di Novara, come al salotto buono, al posto dove sono concentrate le cose preziose: com’è che lo vorremmo vivere? In punta di piedi o saltando sui divani? Ammirando con cautela i bicchieri di cristallo regalo di nozze della bisnonna o invitando gli amici per pizza e serie tv su Netflix? Perché ogni tanto ho l’impressione che la discussione su Piazza Martiri e sul centro in generale tenda a rimbalzare fra due estremi, mentre sarebbe bello trovare un punto di equilibrio fra il reliquiario e la terra di nessuno. La città ha mille anime spesso inconciliabili, ma se è inutile provare a metterle d’accordo, un denominatore comune si può e si deve trovare.

Tutti, gli appassionati d’arte, gli storici, quelli innamorati di Novara e i più distratti, quelli che la vita è un apericena e i nostalgici delle foto in bianco e nero, i ragazzi col risvoltino e i nonni in bicicletta, quelli che passeggiano col cane e i bambini col gelato in mano, tutti possiamo rendere il centro storico di Novara un posto bellissimo dove stare avendone cura. La cura, è tutto lì. Dalla carta che non butterò a terra alla curiosità con cui andrò a cercare qualche informazione su questo o quell’edificio, dalla briga che mi prenderò di rimproverare chi sporca o eccede in schiamazzi all’auto che non parcheggerò a caspita solo perché l’happy hour mi aspetta. Facciamo caso a ciò che calpestiamo, a ciò che ci circonda, ficchiamoci nella testa che è nostro, rompiamo le palle perché venga tenuto pulito e godiamocelo come faremmo con una cosa cui teniamo.

Allontanare i mercatini (nella stragrande maggioranza dei casi, ben venga), spostare gli Street Games o qualunque altra iniziativa saranno solo di facciata fino a quando non diventiamo consapevoli di avere in mano, ciascuno di noi, la chiave per migliorare le cose. La torre (sic) del castello non potremo renderla più bella, ma il resto sì.

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