Idee

Capire i Populisti grazie a Maurizio Molinari

“Perché è successo qui”, edito da La Nave di Teseo, è il nuovo libro di Maurizio Molinari, direttore de La Stampa, ma per molti anni vissuto all’estero come inviato dello stesso quotidiano.

Il suo viaggio all’interno del Populismo italiano oggi al Governo è un viaggio all’ interno del nostro Paese da cui mancava da tempo e perciò riesce a guardare e a spiegare con occhi non incrostati dall’abitudine e dalla consuetudine con il Palazzo e i suoi abitanti vecchi e nuovi.

Nel suo viaggio in Italia incontra e guarda lucidamente, senza paraocchi ideologici, le radici del fenomeno populista di cui oggi l’Europa teme il contagio.

Radici che si chiamano: Disuguaglianza, cioè la crisi del ceto medio italiano che teme di non potere dare più delle chances di crescita sociale e mobilità verso l’alto ai propri figli ma già deve rinunciare a cambiare l’auto, alle vacanze, a mangiare fuori, a cose che erano ritenute normali.

La disuguaglianza o anche solo la paura della disuguaglianza, termine sparito dalle predicazioni dei politici della sinistra italiana e del Pd.

Poi il timore degli immigrati, visti come un rischio non solo per la sicurezza ma per la nostra stessa identità perché non si è saputo proporre ed attuare per queste persone un progetto basato sul lavoro e sul rispetto dei doveri e delle regole del nostro sistema.

La corruzione che le forze politiche tradizionali avevano voluto considerare un fatto minore, trascurabile, fisiologico e invece gli italiani non sopportano più.

Questo in un contesto in cui sente la fascinazione dell’uomo forte in politica come può essere il russo Putin e in cui un soggetto tradizionale di educazione alla solidarietà e base dei partiti centristi come la Chiesa italiana è in crisi per diminuzione dei preti e degli stessi fedeli.

Il Web diventato centrale nella comunicazione politica di 5 Stelle e Lega, con i pericoli di condizionamento dall’estero, ad esempio sempre dalla Russia di Putin ha fatto il resto.

Senza risposte convincenti alla disuguaglianza, all’integrazione, alle paure dei ceti medi del nostro Paese il populismo che in Italia è andato al Governo non potrà che crescere ancora e diffondersi in tutta Europa: è questa l’analisi difficilmente contestabile del Direttore de La Stampa.

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