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Buone notizie: ENI getta la spugna sulle trivellazioni a Carpignano!

«Nell’ambito di una revisione del proprio piano industriale aziendale, Eni ha deciso di rinunciare alle quote di partecipazione maggioritaria nel permesso esplorativo Carisio»: con questo secco comunicato, ENI ha formalmente annunciato il proprio ritiro dal progetto di trivellazione a Carpignano e in altre località del novarese alla ricerca di petrolio.

Si tratta di un’ottima notizia. Il progetto è stato duramente osteggiato dalle popolazioni e amministrazioni locali. Anche chi scrive si attivò già dal 2012 come consigliere di maggioranza al Comune di Novara per proporre una mozione contro il progetto ENI, mozione che venne approvata a larga maggioranza (deliberazione 40 del 2012).

Perché ci siamo opposti al progetto? Per il suo impatto ambientale, per il rischio di contaminazione di una falda acquifera che disseta duecentomila persone, m a soprattutto perché si tratta di poco petrolio di bassa qualità. Anche prendendo per vere le stime di ENI sulla consistenza del giacimento (circa 11 milioni di tonnellate) si sarebbero potuti soddisfare i consumi italiani solo per due mesi!

Non ha senso investire su una tecnologia inquinante, che danneggia il clima e a fine vita. Tutta la tecnologia, gli euro e l’acciaio non vanno messi nelle trivelle e nelle pompe, ma nelle turbine eoliche!

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