Idee

Renzi “remake” di Mario Segni?

C’è un uomo che è stato assolutamente determinante  nella storia italiana, tanto da che le sue iniziative sono considerate uno spartiacque nella vita della Repubblica , eppure oggi è completamente sparito cronache politiche.

Si tratta di Mario Segni, detto Mariotto, figlio di un Presidente della Repubblica e per alcuni anni giovane e brillante deputato della Dc ma senza occupare ruoli di rilievo.

Poi la svolta: Segni diventa il promotore di una stagione referendaria che vuole introdurre in Italia un sistema elettorale di tipo maggioritario al posto di quello proporzionale, in vigore dal 1946. Con i Referendum , subito sposati dai Radicali di Pannella, successivamente da un fronte che va dalla Confindustria al Pds di Occhetto Segni vuole dare stabilità al sistema politico segnato da una forte ingovernabilità, da litigiosità altissima all’interno delle maggioranze di governo e dalla mancanza di un’alternanza al Governo come accade in Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, negli Usa.

Il referendum di Segni portano a due riforme: una quella dell’elezione diretta del Sindaco che tutora è il modo in cui eleggiamo i Primi Cittadini, una riforma di successo che in 25 anni ha dato Sindaci che spesso sono durati 10 anni e successivamente alternanza.

L’altra ha ortato una serie di leggi elettorali, dal Mattarellum al Porcellum al’Italicum fino all’attuale Rosatellum che non sempre hanno potato gli attesi risultati in termini di durata dei Governi, della rappresentatività degli stessi e di efficacia dell’azione dei Governi.

Poi Segni è stato travolto dallo stesso bipolarismo che aveva contribuito a disegnare: è passato dal Centro con Martinazzoli al centrosinistra di Prodi per finire al centrodestra di Fini fino ad uscire del tutto dalla politica dopo un referendum che nel 1999 non riuscì nemmeno a raggiungere il quorum.

Oggi Renzi propone di passare al sistema elettorale del Sindaco anche per le Elezioni Politiche ma il tema sembra essere lontano  agli interessi dei due più grandi schieramenti, centrodestra e 5 Stelle che mietono successi su temi più concreti come la sicurezza e la precarietà economica e sociale.

Renzi farà la fine di Segni o riuscirà ad imporre la sua centralità alle alle altre forze politiche? A questa risposta è legato il destino di Renzi ma anche del Pd.

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