Gusto

Verso un “museo del gorgonzola”?

È il "sogno" accarezzato dal sindaco e dall'assessore al turismo. E potrebbe essere la carta di Novara nel 2018 "Anno nazionale del cibo italiano"

Si parte a livello nazionale con una campagna social incentrata su alimenti e piatti d’autore, ma già nel corso del mese di gennaio prenderanno il via manifestazioni, iniziative, eventi legati alla cultura e alla tradizione enogastronomica dell’Italia.

È l’Anno nazionale del Cibo Italiano, lanciato proprio negli ultimi giorni del 2017 dai Ministeri della Cultura e dell’Agricoltura. Un pacchetto di iniziative per far conoscere e promuovere, anche in termini turistici, i paesaggi rurali storici, con il coinvolgimento e la promozione delle filiere produttive. Lo stretto legame tra cibo, arte e paesaggio sarà anche il cuore della strategia di promozione turistica che verrà portata avanti durante tutto il 2018 attraverso l’Enit e la rete delle ambasciate italiane nel mondo e permetterà di evidenziare come il patrimonio enogastronomico faccia parte del patrimonio culturale e dell’identità italiana.

Per un territorio come quello novarese, che pur non rientrando nel “top” dell’enogastronomia nazionale ha certamente qualcosa da dire con le sue eccellenze, sarebbe un vero peccato perdere una occasione come quella dell’Anno del cibo italiano.

Ne è ben cosciente il sindaco Alessandro Canelli, che conferma alla Voce: «Dobbiamo in realtà ancora prendere coscienza del progetto dei due ministeri, ma abbiamo comunque a disposizione progetti e idee su cui lavorare».

A cominciare da una dei prodotti tipici del territorio, il riso.

«Ho cominciato a ragionare con il sindaco di Vercelli Maura Forte – prosegue Canelli – per dare corpo ad una iniziativa di promozione, una sorta di festival, che potrebbe unire le nostre due città in un percorso incentrato sul riso e sulla civiltà che intorno alla cultura risicola si è costruita nel tempo».

E poi, gorgonzola. «Il gorgonzola – aggiunge il sindaco – è il prodotto più tipico del nostro territorio, quello il cui nome è davvero legato all’identità stessa della città. Abbiamo cominciato a parlare con alcuni produttori per ideare un format sul quale lavorare». Si spinge un po’ più in là l’assessore al turismo Valentina Graziosi: «Il sogno – dice – sarebbe quello di progettare un vero e proprio museo del gorgonzola, che descriva non solo il prodotto, ma tutta la civiltà contadina da un lato e industriale dall’altro che al prodotto è legata. E, tornando al riso, mi piacerebbe dare vita ad un evento che immagino come una grande risottata nelle vie del centro cittadino, con il coinvolgimento di tutti i ristoratori»

Sindaco e assessore concordano sul fatto che, in realtà, l’iniziativa più concreta e “vicina” è la realizzazione di quella che chiamano “vetrina dei prodotti tipici novaresi” che dovrebbe trovare posto all’interno del Castello, insieme al ristorante con proposte a chilometro zero, magari con la regia dell’Atl che secondo i progetti dell’amministrazione dovrebbe pure trasferirsi all’interno del castello.

Un percorso comunque ancora da mettere a fuoco.

Che potrebbe prendere vigore marciando sui binari ambiziosi  indicati dal governo: «Abbiamo un patrimonio unico al mondo – dice il ministro dell’agricoltura Maurizio Martina – che grazie all’anno del cibo potremo valorizzare ancora di più. Dopo la grande esperienza di Expo Milano, l’esperienza agroalimentare nazionale torna ad essere protagonista in maniera diffusa in tutti i territori. Non si tratta di sottolineare solo i successi economici di questo settore che nel 2017 tocca il record di export a 40 miliardi di euro, ma di ribadire il legame profondo tra cibo, paesaggio, identità, cultura. Lo faremo dando avvio al nuovo progetto dei distretti del cibo. Lo faremo coinvolgendo i protagonisti a partire da agricoltori, allevatori, pescatori, cuochi. E credo che in quest’ottica sia giusto dedicare l’anno del cibo ad una figura come Gualtiero Marchesi, che ha incarnato davvero questi valori facendoli conoscere a livello internazionale»

E il ministro della cultura Dario Franceschini aggiunge: «L’intreccio tra cibo, arte e paesaggio è sicuramente uno degli elementi distintivi dell’identità italiana».

Obiettivi importanti. Ben oltre una qualsiasi degustazione.

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