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I Vini di Brovello: Alto Vergante, Lago Maggiore sponda piemontese

i ha sorpreso molto scoprire che un mio vecchio conoscente, Claudio Colombo, si è messo a fare vino. Mi ha sorpreso perché l’ho conosciuto docente di religione all’Alberghiero di Varallo e mi ha sorpreso anche perché lo fa là dove non lo si fa più da decenni. Ma un elemento per volta.

Claudio Colombo è il titolare dei Poderi Colombo. Sei ettari fra boschi e prati e vigneti (un ettaro e mezzo), divisi fra Suno e Mezzomerico, Colline Novaresi, Boca, zona del Fenera, e Brovello Carpugnino, alla falde del Mottarone, zona chiamata Alto Vergante. Noi abbiamo visto i vigneti di Brovello, che sono curatissimi e fanno intendere subito una passione ed un impegno fuori dal comune. L’area è frutto di un’eredità: l’ha bonificata, la cura con grande attenzione ed ora colpisce, spicca perché si trova in mezzo a prati abbandonati e ad un bosco che avanza. I suoi nemici sono i cinghiali e i tassi (tenuti lontano da una recinzione) e gli uccelli (contro cui usa delle reti). Nelle vigne di Brovello alleva traminer aromatico ed erbaluce. Due scelte opposte: la prima per le caratteristiche del terreno (sottosuolo, esposizione, clima), la seconda per collegarsi ad una consolidata tradizione novarese. Nei vigneti delle colline novaresi e del Fenera alleva soprattutto nebbiolo.

I vini che produce a Brovello sono due vini bianchi e sono molto simili: 80% di traminer e 20% di erbaluce. Portano i nomi delle due figlie: Luise e Chiara e differiscono solo perché uno è frizzante naturale, mentre l’altro no. Li vinifica in Oltrepò e la mano loro si sente. Sono vini gradevoli, profumati di fiori e piccoli frutti bianchi; in bocca spicca la dolcezza del traminer e solo sul finale la freschezza dell’erbaluce.

 

 

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