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“Calice d’Oro dell’Alto Piemonte”, premiati i tre vincitori

Coste della Sesia Doc rosato “Majoli” 2018 delle Aziende Agricole Sella di Lessona, Colline novaresi Doc Barbera 2017 “Vigna di mezzo” dei Vigneti Valle Roncati di Briona e Ghemme Docg 2011 dell’Azienda Bianchi di Sizzano. La cerimonia si è svolta ieri mattina alla Camera di Commercio

Cerimonia di premiazione, ieri mattina alla Camera di Commercio di Novara, dell’edizione 2019 del concorso enologico “Calice d’Oro dell’Alto Piemonte”. La manifestazione, organizzata dall’ente camerale gaudenziano e da quella di Vercelli e Biella, ha visto la partecipazione, in occasione di questo suo nono appuntamento, di 44 tipologie nelle tre categorie previste dal regolamento. Quattordici in quella riservata a “Colline Novaresi, Coste della Sesia e Valli Ossolane Doc bianchi e rosati”; 18 per le Doc rossi; 12 per i “Nebbioli da invecchiamento”.

Nella prima ad aggiudicarsi l’ambito riconoscimento (una riproduzione della “Diatreta Trivulzio”, coppa di epoca romana ritrovata nel nostro territorio) è stato il Coste della Sesia Doc rosato “Majoli” 2018 delle Aziende Agricole Sella di Lessona; nella seconda gradino più alto il Colline novaresi Doc Barbera 2017 “Vigna di mezzo” dei Vigneti Valle Roncati di Briona; infine, per i Nebbioli da invecchiamento, successo per il Ghemme Docg 2011 dell’Azienda Bianchi di Sizzano. Un diploma di riconoscimento è stato attribuito ad altrettanti vini meritevoli di segnalazione.

 

 

Alla cerimonia, con il presidente della Camera di Commercio Maurizio Comoli e il direttore generale Cristina D’Ercole, sono intervenuti il viceprefetto vicario Claudio Ventrice, i consiglieri regionali Riccardo Lanzo e Federico Perugini, il consigliere provinciale Ivan De Grandis, l’assessore del Comune di Novara Marina Chiarelli e la presidente dell’Atl di Novara Maria rosa Fagnoni.

Proprio Comoli ha voluto sottolineare «la costante crescita del segmento legato al vino nell’ambito delle offerte turistiche del nostro territorio». Nonostante la crisi e la spietatezza di una concorrenza di tradizione quanto mai agguerrita come quelle francese e spagnola, i vini italiani hanno superato, nel corso del 2018, i “cugini” d’Oltralpe per punto di vista delle esportazioni, «anche se rimaniamo alle loro spalle in termine di valore economico assoluto». In sostanza, vendiamo più bottiglie ma i francesi continuano a incassare di più. Però le prospettive per il futuro rimangono incoraggianti, soprattutto se si riuscirà a fare “rete”.

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