Cronaca Scuola

Rampa del liceo classico, entro fine anno la progettazione definitiva

Lo ha dichiarato l'assessore Perugini in occasione della manifestazione in piazza Matteotti organizzata dagli studenti delle scuole superiori

Si sono ritrovati in piazza per far sentire la propria voce sul tema delle scuole sicure. Sono gli studenti delle scuole superiori novaresi, in modo particolare del liceo classico e linguistico Carlo Alberto e del liceo scientifico Antonelli, che, insieme ai loro insegnanti, hanno organizzato per questo pomeriggio una manifestazione in piazza Matteotti.

Argomento caldo della giornata è stato quello della rampa del liceo classico, ormai chiusa da un anno: «Il tema non può che essere condivisibile  – ha dichiarato l’assessore alla Cura della città, Federico Perugini – perchè la volontà degli studenti di vivere in scuole più sicure è un tema che non ha colore. Tra gli argomenti sollecitati c’è quello della rampa che abbiamo sempre considerato tutti il corridoio naturale delle scuole superiori perchè chi ha frequentato le scuole a Novara è certamente passato di lì. Ma al di dà di essere un simbolo, è anche un luogo di passaggio quindi deve essere in sicurezza. Vedo un cartello che dice “Meno transenne, più sicurezza”, ma le transenne sono un elemento di sicurezza perchè, quando il 15 settembre dello scorso anno si è ha valutato che era necessario mettere in sicurezza la rampa, abbiamo dovuto sistemare delle transenne. Per esigenze anche di bilancio, viste tutte le priorità che ci sono nell’amministrare una città, il 6 agosto di quest’anno è stata impegnata la spesa delle somme che sono state stanziate per effettuare le indagini relative agli interventi; è stata fatta una stima molta ampia di possibili interventi che vanno da 150 a 300 mila euro e, non appena avremo gli esiti delle indagini, si procederà con la progettazione definitiva che obbligatoriamente dovrà essere terminata entro la fine dell’anno; di conseguenza, avendo individuato le risorse all’interno del piano triennale delle opere pubbliche, queste saranno impegnate per poter effettuare i lavori necessari».

«Gli studenti sono qui – ha commentato Milù Allegra, consigliera provinciale con delega all’Istruzione perchè vogliono esprimere il diritto di avere delle scuole sicure e in ordine. Questo è un elemento positivo rispetto al fatto che gli studenti si stanno appropriando di competenze e doveri che sono anche loro, un dato che dal punto di vista civico e pedagogico è il più importante. C’è poi tutta la questione legata alle risorse: è compito della Provincia mantenere le scuole superiori, per questo la maggior parte delle risorse le abbiamo inserite in tutto ciò che concerne la sicurezza che significa sicurezza sismica e antincendio. La Provincia ha partecipato a tutti i bandi regionali e in tutti gli spazi finanziari possibili, di 1 milione e 400 mila euro, può utilizzare in questo settore senza incorrere in vincoli di bilancio. Noi siamo sul tema e siamo d’accordo con gli studenti: questa non è una manifestazione contro,ma di solidarietà rispetto all’evidenza di una situazione che è oggettivamente molto faticosa».

L’incontro di oggi è stata l’occasione per annunciare ulteriori investimenti sull’edilizia scolastica da parte di Regione Piemonte, che si affiancano ai milioni di euro veicolati nella provincia di Novara negli ultimi 5 anni tra risorse nazionali e risorse regionali. «Lunedì in Commissione Bilancio – ha spiegato il consigliere Domenico Rossi – approveremo una serie di investimenti sull’edilizia scolastica, per un totale di 4 milioni di euro, di cui 500mila euro saranno nella disponibilità della Provincia di Novara. E’ un segnale importante, ma occorre un profondo cambiamento di rotta a livello nazionale. La scuola, intesa non solo come strutture, deve tornare al centro del progetto Paese».

Alla manifestazione è intervenuta anche Cinzia Caggiano, la mamma di Vito Scafidi, lo studente che nel 2008, all’età di diciassette anni, morì in seguito al crollo della controsoffittatura di un’aula del liceo Darwin di Rivoli.

«L’espressione “una tragica fatalità” – ha dichiarato Davide Mattiello, presidente della fondazione Benvenuti in Italia – è quella che mette a posto le coscienze degli uomini. Quando invece cominciano le indagini, scopri che la verità quasi sempre è un’altra e quasi mai ti restituisce una tragica fatalità, quasi sempre ti restituisce una umanissima responsabilità di chi il più delle volte per mettersi in tasca qualche soldo in più è venuto meno ai propri compiti. Quello che ha generato il processo che si è svolto dopo la morte di Vito non ha messo in luce alcuna tragica fatalità: lavori fatti male, macerie lasciate dove non dovevano essere, cemento armato usato impropriamente sopra strutture antiche, oppure cemento depotenziato con troppa sabbia che crolla più facilmente. Queste non sono una tragica fatalità, sono responsabilità umane che vanno individuate, stigmatizzate e chi le ha deve rispondere alla società».

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