Giovani

In Piemonte 67.000 ragazzi in povertà assoluta

Il dato, che prende in esame tutto il territorio regionale, emerge da una ricerca realizzata per la Diocesi di Torino dall'economista Mauro Zangola

Oltre 100 mila famiglie, pari a 292 mila persone, sono in stato di povertà assoluta in Piemonte. Fra loro 67 mila giovani fra i 18 e i 34 anni, con un’incidenza passata dall’1,9% al 10,4% del totale di questa fascia d’età in soli 10 anni, mentre è diminuita quella degli over 65. È quanto emerge dalla ricerca di Mauro Zangola, economista collaboratore dell’ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Torino, sul tema ‘Povertà e disagio. Tra i giovani senza lavoro: un’analisi della situazione torinese e piemontese’. La ricerca rileva inoltre che su 308 mila giovani fra i 15 e i 29 anni oltre 84.600 hanno “difficoltà nel realizzare un normale progetto di vita”. Un dato che mette insieme sia i giovani in cerca di lavoro sia 49.700 ragazzi considerati ‘invisibili’.

«Negli anni antecedenti la crisi – ha spiegato Zangola –, la categoria più svantaggiata era quella degli anziani. Da circa un lustro si sta assistendo ad un completo ribaltamento della situazione: sono i giovani e i giovanissimi a vivere la situazione più critica». Zangola ha quindi effettuato un confronto a livello nazionale e locale. «In Italia, oggi un giovane su dieci vive in uno stato di povertà assoluta. Nel 2007 era solo 1 su 50. In soli dieci anni l’incidenza della povertà assoluta tra i 18-34enni è passata dall’1,9 al 10,4%; è diminuita, al contrario, tra gli over 65 (dal 4,8 al 3,9%). Prendendo a riferimento le stesse percentuali di incidenza si ricava che i giovani piemontesi che vivono in situazioni particolarmente critiche sono 67.000»

I dati prendono poi in considerazione i piemontesi che vivono in famiglie con “grave deprivazione materiale”, circa 293 mila in Piemonte nel 2015. Di questi oltre 39.400 sono minori, cresciuti di 7 volte in un decennio e raddoppiati nel corso di un anno. Secondo la ricerca, infine, nella regione mancano 50 mila posti di lavoro per raggiungere i livelli pre crisi

«In Piemonte – ha spiegato – il tasso di disoccupazione è 3 punti superiore a quello della Lombardia, del Veneto e dell’Emilia Romagna; quello giovanile è superiore di circa un terzo a quelli delle stesse aree. A Torino i divari nei tassi sono in alcuni casi più consistenti a riprova delle maggiori difficoltà che incontra l’area torinese ad offrire occasioni di lavoro alle nuove generazioni».
«Il quadro che emerge è sconfortante», ha sottolineato ancora Zangola aggiungendo: «La mancanza di lavoro e la sua crescente precarietà contribuiscono a far crescere la povertà e l’esclusione sociale anche al Nord».

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