Giovani Scuola

Gli studenti del Fauser promuovono l’export “made in No”

Una web app realizzata dai ragazzi dell'Istituto Tecnico nell'ambito di un riuscito progetto di alternanza scuola-lavoro

Una vetrina virtuale per le imprese novaresi che lavorano con l’estero, utile anche a semplificarne la gestione dati, con lo scopo di accrescerne la visibilità attraverso un facile strumento di comunicazione. È la “web app” Azienda Speciale Evaet, nata dalla collaborazione tra l’ente di promozione della Camera di Commercio e l’Itt Fauser, frutto di un riuscito progetto di alternanza scuola-lavoro.

Per nove mesi vi hanno lavorato 25 studenti oggi nella 5ª D indirizzo informatico con i loro insegnanti, raccogliendo e selezionando informazioni da oltre 220 aziende del territorio (ma il numero è destinato ad accrescersi) grazie al supporto di Evaet.

Già operativa su internet e capace di adeguarsi all’uso via pc, tablet o smartphone, la “web app” è stata presentata questo mercoledì mattina in Camera di Commercio. «Esprimo apprezzamento e un grazie a studenti e insegnanti per questo lavoro con la L maiuscola, realizzato da giovani, che dimostra come si debba interpretare il rapporto formativo tra scuola e impresa, che spesso riceve critiche» ha introdotto il presidente di Evaet, Gianfredo Comazzi, aggiungendo: «Sarà a servizio soprattutto delle piccole imprese, che sono il 90 per cento del settore, per consentire confronti e trarre spunti nuovi ad una migliore presenza nel mondo imprenditoriale, in particolare del manifatturiero a cui la gran parte appartiene».

Per il dirigente scolastico del Fauser, Giovanni Cattaneo, «consentirà di farsi conoscere meglio alle aziende che fanno import-export ma è stata anche una importante occasione per i ragazzi di realizzare un progetto concreto. Un ottimo prodotto che consegniamo volentieri all’Evaet, capace anche di sopperire a carenze della nostra amministrazione».

A presentare la piattaforma sono stati tre studenti. Nakia Miglio ne ha raccontato le fasi organizzative dalla somministrazione del questionario al lavoro a gruppi coordinati: «Abbiamo seguito i processi che seguono le aziende e lo sviluppo è avvenuto ben oltre le ore scolastiche». Marco Azzari si è soffermato, con dovizia di particolari tecnici, sulla parte informatica: «È basato sul linguaggio JavaScript utilizzando applicativi di ultima generazione, non solo software didattici, ma quelli che si usano in attività aziendali. È in continuo aggiornamento in tempo reale, è stabile ed è anche in completa versione inglese, con la possibilità di essere espanso in altre lingue». Ne ha mostrato l’utilizzo con la possibilità di ricercare le aziende secondo numerose possibilità. Fabio Forgione ha quindi raccontato il clima positivo e collaborativo vissuto all’interno di Evaet, nei cui uffici ha operato durante l’estate per contattare le aziende e sollecitarne le risposte. «Mi sono trovato davvero molto bene, in un clima di accoglienza. Tutto questo ha permesso di migliorare le nostre capacità di relazione».

Da tutti è venuto il grazie all’equipe di insegnanti che ha seguito i ragazzi: Roberto Fuligni, che ha coordinato e supportato il progetto, Barbara Balsarini, la vicepreside Grazia Cosentino, l’insegnante di inglese per l’aspetto delle traduzione, Eugenia Bisio ed anche Fabio Vuono che da quest’anno non è più al Fauser.

In un video conclusivo sono state presentate le loro impressioni ed anche quelle degli altri studenti. Un bell’esempio di buona scola. «Se l’alternanza era il nostro bersaglio – ha concluso Marco Azzari – direi che l’abbiamo proprio centrato».

  1. Avatar
    forgioneFabio

    In realtá, il mio cognome é Forgione, non Forgione

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