Giovani Scuola

Gioco d’azzardo, a Novara spesi 150 milioni di euro in un anno

È la cifra allarmante solo sul territorio comunale riferita al 2017. Un fenomeno che coinvolge sempre di più i giovani e giovanissimi. Questa mattina presentati i risultati di un progetto di prevenzione

Sono 150 i milioni di euro spesi nel 2017 sul territorio del comune di Novara per il gioco d’azzardo. Cifre allarmanti che coinvolgono in modo particolare i giovani e i giovanissimi, dai 16 ai 21 anni.

«Visto che il gioco d’azzardo vive di sogni, se i novaresi per ogni euro giocato, ne donassero uno alla Fondazione, l’anno prossimo ci sarebbero 75 milioni di euro a disposizione solo per la città di Novara: questa sarebbe una vincita certa».

Ha commentato così Andrea Gnemmi dell’associazione Contorno Viola, i numeri preoccupanti che riguardano il gioco d’azzardo patologico.

E questa questa mattina sono stati presentati i risultati di progetto di prevenzione che è stato portato avanti dalla Provincia di Novara e Fondazione Comunità del Novarese al Fauser con il coinvolgimento di 130 studenti di Fauser e Ipsia Bellini in collaborazione con l’ambulatorio Gioco d’azzardo patologico dell’Asl.

«L’idea che noi abbiamo sviluppato – ha continuato Gnemmi – è che la prevenzione non passa dagli adulti, ma dagli stessi ragazzi: pensare insieme per intravedere i  pericoli e tracciare dei confini tra di loro. Abbiamo formato degli insegnanti e poi anche gli studenti che sono diventati peer educators e hanno lavorato sugli aspetti emotivi e sociali del gioco: l’idea di vincere quanto è reale e quanto è un sogno. Il gioco d’azzardo fino a dieci anni fa coinvolgeva solo alcune fasce di persone, giocatori di carte, elite che andavano nei casinò; ora viene a cercarti con campagne martellanti soprattutto sul web.

«Il progetto parte da un video lanciato tre anni fa da alcuni associazioni cittadine e dai dati dell’Asl -ha spiegato Milù Allegra, ex assessore provinciale che per prima aveva dato avvio all’iniziativa e abbiamo immaginato un percorso per questo fenomeno che sapevamo non avrebbe fatto marcia indietro. Grazie al sostegno economico della Fondazione e alla collaborazione dell’associazione Contorno Viola. Abbiamo inventato un progetto che fosse divulgato dai ragazzi con il metodo della Peer Education. Il mio auspicio è che sia stato un progetto pilota che spero si possa proseguire con altre azioni e che possa abbracciare tutte le scuole della provincia con un’azione preventiva e solida».

 

 

«Quella del gioco d’azzardo – ha commentato Andrea Crivelli, consigliere provinciale delegato all’Istruzione – è una problematica che ha avuto in incremento in ragione della facilità di accesso a internet, nonostante le soluzioni parziali come la legge regionale. Queste iniziative sono utili e rappresentano una possibilità per gli enti locali di investire delle risorse che porteranno enormi risparmi alla collettività in futuro».

«Chi arriva al nostro servizio – ha spiegato la referente Caterina Raimondi – è in una fase già avanzata del gioco patologico. L’ambulatorio GAP ha attivamente collaborato con l’iniziativa, fornendo supporto nell’attività di supervisione dei contenuti relativi al gioco d’azzardo patologico, nell’ambito della formazione di giovani peer educators».

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati