Giovani Scuola

Daniel, una storia di ordinaria eccellenza

Lo studente diciottenne di origine rumena dell'Itis Fauser che venerdì riceverà le borse di studio intitolata a Giuseppe Sironi è un esempio di integrazione "quotidiana"

Eccellente curriculum scolastico con interesse particolare per l’informatica, pratica sportiva a buon livello, capacità creative con passione per la musica e per la grafica, quest’ultima occasione di lavoro, ma soprattutto idee chiare sul proprio futuro a grande determinazione. È il profilo di Daniel Ionut Fagadau, 18 anni, che venerdì riceverà la borsa di studio “Giuseppe Sironi”, quale studente straniero più meritevole, lo scorso anno, dell’Istituto Tecnico “Fauser”.

Gli insegnanti, al suo profilo, aggiungono anche la buona educazione, la capacità di stare alle regole, la cordialità e il saper collaborare con i compagni di scuola. Del resto, oltre alla media del “9” negli ultimi due anni, hanno contato anche queste doti per raggiungere il riconoscimento.

La borsa di studio è istituita dal Centro Studi Novaria 2000 e porta il nome del chimico italiano di fama internazionale, presidente dell’Istituto Donegani e Novarese dell’anno 1999, a cui è intitolato anche il Dipartimento di Chimica del Fauser. «Oltre che scienziato con 80 brevetti – ricorda Rossella Pazzini, insegnante del Dipartimento e curatrice del riconoscimento – Sironi è ricordato per la sua carica umana e il suo impegno verso i giovani. Siamo al settimo anno di assegnazione. Del resto il nostro istituto si distingue da sempre per i progetti di integrazione e di promozione di tutti gli allievi».

Al Fauser la presenza di ragazzi stranieri è in crescita: in alcune prime classi la quota è di un terzo, su tutto l’istituto è attorno al 15%. Il clima è di piena integrazione e sono molti gli studenti non italiani a vantare medie sopra l’”8”, utile a candidarsi alla borsa di studio.

Che all’istituto tecnico novarese si possa studiare con profitto lo conferma anche Daniel. «Sono al Fauser, sezione informatica, da due anni e mezzo e mi trovo veramente bene con gli insegnanti e i compagni. Prima ero in un istituto tecnico a Roma, sempre informatico; il clima era più rilassato e la scuola non offriva i progetti e le opportunità che ho trovato in questa, più professionale e con più mezzi, tali da consentirmi di sfruttare le mie capacità».

Daniel ha dovuto integrarsi in una nuova realtà per due volte, che ha affrontato come una sfida da vincere. «Sono nato in una zona agricola e povera nel Nord della Romania, però ricordo che non mi mancava nulla perché eravamo abituati a trarre il meglio da ciò che offriva quell’ambiente sincero e amorevole, dove non si avvertiva il bisogno di altri beni materiali». Poi la decisione del padre di trovare un lavoro in Italia e il trasferimento della famiglia a Roma. «Avevo 7 anni, ho imparato velocemente l’italiano e mi sono adattato conoscendo nuova gente. Con gli anni mi sono fatto molti amici e i rapporti con loro proseguono ancora. A Roma ho iniziato a coltivare anche gli interessi extrascolatici». Quindi due anni fa il nuovo trasferimento nel Novarese. «Io non volevo: a Roma ci stavo veramente bene, avevo molti legami. Integrarmi qui è stato più difficile, perché non ero più bambino, e ho dovuto adattarmi nuovamente. Ho scelto il Fauser per continuare l’informatica e i primi mesi non sono stati facili. Poi col tempo ho conosciuto gente nuova, nuovi amici, nuovi posti, ho ripreso a coltivare le mie passioni. Qui il clima è più motivante, c’è voglia di fare».

Perché l’informatica? «È lo studio che mi piace di più, mi consente di strutturare da zero, costruire con i suoi linguaggi, creare programmi. Quest’anno ho la maturità poi penso di intraprendere Scienze informatiche all’università». Gli altri interessi? «Da anni studio grafica nel tempo libero e ora lavoro nel campo della grafica pubblicitaria, specializzandomi nel disegno». Poi le passioni. «Anzitutto lo sport che per me è pratica delle arti marziali miste, la lotta libera. Mi sta insegnando la pazienza, lo studio degli ostacoli che si presentano e come superarli. Oggi seguo un corso, ma penso di evolvermi a livello agonistico. Inoltre coltivo anche la musica».

Daniel abita a Trecate ed è molto legato alla famiglia. «I miei genitori sono partiti dal basso e sono arrivati qui per darmi un futuro migliore. Questo mi motiva molto a dare il massimo. Mi hanno sempre incoraggiato nella scuola e nelle mie attività. E sono fortunato: mia madre è portata allo studio e mio padre, oltre al suo lavoro, ha la passione della musica. Da loro ho preso intelligenza e creatività!».

Il tuo rapporto con la Romania? «Là sono le mie radici, ma ora penso di prendere anche la cittadinanza italiana». E se un giorno con lo sport agonistico salissi a livello di nazionale, quale maglia vorresti vestire? «Sceglierei i colori italiani, mi alleno in una palestra italiana e qui è la mia vita».

Idee chiare, appunto. «Grazie a sport, studio e lavoro sono cresciuto molto, interiormente. Ho molti progetti per il futuro – conclude – alcuni con gente da tutto il mondo, altri con compagni di classe. E questo è solo l’inizio».

La premiazione di Daniel Fagadau si svolgerà venerdì nel primo pomeriggio presso il Fauser. Accanto al dirigente scolastico Giovanni Battista Cattaneo, ai familiari di Sironi e alla prof. Pazzini, ha assicurato la sua presenza anche il Console della Romania.

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