Giovani Scuola

A 18 anni in laboratorio per scoprire nuove cure sul cancro

Marco Perfetto, studente dell'Istituto Agrario Bonfantini di Novara, ha vinto un concorso che gli ha permesso di svolgere uno stage all'Ifom di Milano, istituto rinomato a livello internazionale nella ricerca sul cancro

Perfetto, di nome e di fatto. Un’associazione anche troppo banale per un ragazzo di 18 anni,  non ancora diplomato, che, quasi per scherzo, partecipa a un concorso nazionale indetto dall’Ifom di Milano, istituto rinomato a livello internazionale nella ricerca sul cancro, e vince.

Marco Perfetto, che a settembre inizierà l’ultimo anno dell’Istituto Agrario Bonfantini di Novara, ha, infatti, appena concluso uno stage di due settimane, insieme ad altri nove studenti provenienti da tutta Italia, a fianco dei ricercatori dell’Ifom; in particolare si è occupato dei meccanismi di migrazione delle cellule tumorali sotto la guida della ricercatrice Sara Bisi.

«Quest’anno – racconta – ho partecipato alla gara nazionale di periti agrari ottenendo un risultato assoluto. Per questo motivo la mia insegnante di biotecnologie, Maria Grazia Cangemi, che conosceva l’istituto e sapeva del concorso, mi ha suggerito di partecipare. Sapevo di essere preparato, ma mai avrei pensato di passare il test. Il mondo della ricerca è uno dei interessi principali e, ovviamente, sono stato felicissimo.

Che cosa ha a che fare il tuo percorso di studi con uno stage che si occupa della ricerca sul cancro?
C’è una connessione con la materia di biotecnologie e con i temi legati alla genetica perchè le basi sono comuni sia all’uomo che agli animali.

Che facoltà universitaria pensi di scegliere?
Il percorso di studi che voglio intraprendere è quello di scienze dell’alimentazione con una specializzazione in scienze della nutrizione umana. Il tema dell’alimentazione, infatti, è strettamente connesso alla prevenzione dei tumori.

Che cosa hai imparato durate lo stage?
Ho avuto la possibilità di stare a fianco di un ricercatore e di vedere come lavora. Quella in laboratorio è stata un’esperienza formativa, non solo di carattere culturale ma ho anche avuto modo di vedere un mondo diverso che si avvicina molto alla mia visione concreta delle cose. Nella ricerca ci sono obiettivi a cui bisogna cercare di arrivare.

Quali sono questi obiettivi?
L’obiettivo principale è quello di riuscire a trovare una cura per tutti: si fanno progressi, c’è un’evoluzione continua nella ricerca, si raggiungono obiettivi intermedi poi si continua lo studio per trovare un obiettivo ancora più importante che poi porta alla cura.

Pensi che in Italia ci sia spazio per fare ricerca oppure sia necessario andare all’estero?
La ricerca in Italia si può fare ma ci vuole più divulgazione tra il pubblico che non sa che i ricercatori ogni giorno scoprono qualcosa di nuovo. All’estero, invece, questa cultura è molto più diffusa tanto che la ricerca è molto più sostenuta anche a livello economico.

A chi è più giovane di te e vorrebbe intraprendere un percorso come il tuo, cosa ti senti di dire?
Vorrei dire che quello della ricerca è davvero un bel mondo che merita di essere scoperto, peccato che sia ancora poco conosciuto.

  1. yoly king

    Complimenti Marco

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