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«Lo scarabocchio non è il contrario della forma, ma il modo di dare forma alla forza»

Lo psicanalista e scrittore Massimo Recalcati ha inaugurato la seconda edizione di Scarabocchi. Il festival continua nella giornata di oggi con numerosi appuntamenti. Evento clou lo spettacolo di stasera con Gioele Dix

«Lo scarabocchio non è il contrario della forma, ma il modo di dare forma alla forza». Così Massimo Recalcati, psicanalista e scrittore, ha inaugurato, venerdì 20 settembre, la seconda edizione di Scarabocchi, il festival per i giovani e per tutta la famiglia promosso dal Circolo dei lettori in collaborazione con Doppiozero.

Nel suo lungo e intenso intervento, Recalcati ha analizzato il rapporto tra l’inconscio e l’impulso creativo spiegando che «c’è creazione quando la forza dell’inconscio viene regolata dalle forze dell’Io. Così come la creatività può essere definita come la disciplina dell’inconscio, la manifestazione dell’impetuosità dell’inconscio».

 

 

Recalcati ha poi citato alcuni clinici il pittore veneziano Emilio Vedova che spazzolava di colore le tele bianche dei suoi alunni nei momenti di crisi creativa: «Bisogna pensare – ha spiegato – che la tela non sia davvero bianca, ma intrisa di segni e l’artista si paralizza al pensiero di chi l’ha riempita prima di lui, così come avviene per gli scrittori di fronte alla pagina bianca o ai musicisti di fronte al silenzio. Ci vuole, dunque, un gesto che liberi tutto ciò che è stato disegnato, scritto, musicato: lo spazzolone di Vedova era il gesto che produceva lo spazio bianco che altrimenti sarebbe stato pieno di tutto ciò che era già stato disegnato».

E poi il filosofo Benedetto Croce: «Per lui – ha continuato Recalcati – la creazione è questo: ho un’idea, un’intuizione estetica nella mia testa ed è lì che c’è l’opera che necessita di un’oggettivazione. Secondo Croce, però, questo procedimento è del tutto secondario: prima c’è l’idea, poi la messa in opera nel lavoro artistico».

Recalcati ha infine citato la poetica dello scrittore Claudio Parmiggiani (il quale ha basato tutte le sue opere sul trauma vissuto da bambino durante l’incendio delle sua casa) per parlare del rapporto tra creazione e ripetizione prima affermando che «la creazione è la sospensione della ripetizione, la creazione implica la sovversione della ripetizione» poi dimostrando, senza contraddizioni, che la creazione è un modo della ripetizione, non una sua emancipazione: «Parmiggiani ne è un esempio: il tema ricorrente delle ceneri è un elemento caratteristico dell’opera. O i tagli nelle tele di Fontana: pare facile, l’importante è avere l’idea per primo, oppure le bottiglie di Morandi».

Evento clou di oggi, giornata conclusiva della rassegna, lo spettacolo di Gioele Dix alle 21 all’Arengo del Broletto “I bambini hanno orecchie”, ingresso 10 euro.

Tra gli appuntamenti più attesi, l’incontro con il direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, alle 11 che guiderà il pubblico alla scoperta della società egizia attraverso la scrittura geroglifica, i segni e le simbologie.

Alle 11.30 Guido Scarabattolo proverà a tracciare i due scarabocchi più lunghi del mondo, uno con l’aiuto dei bambini, l’altro degli adulti. L’incontro dedicato a Leonardo è in programma alle 12 con Giuseppe Di Napoli.

Il programma completo al sito https://www.scarabocchifestival.it/programma/

 

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