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Il tributo della musica italiana alle canzoni di Francesco Guccini

Lunedì 18 novembre il cantautore, insieme la produttore Mauro Pagani, ha presentato il suo ultimo album “Note di Viaggio, venite avanti, capitolo 1” alla Fondazione Feltrinelli di Milano. Un lavoro a cui hanno partecipato Elisa, Ligabue, Carmen Consoli, Giuliano Sangiorgi, Nina Zilli, Brunori Sas, Malika Ayane, Francesco Gabbani, Samuele Bersani, Luca Carboni e Manuel Agnelli

“E pensavo dondolato dal vagone: cara amica il tempo prende il tempo dà, noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa…”. Francesco Guccini, il maestro e l’eterno studente “…perché la materia di studio sarebbe infinita…” torna a regalarci un nuovo lavoro dal titolo “Note di Viaggio, venite avanti, capitolo 1”.

Finora siamo stati abituati a individuare il polistrumentista nella storia di Faber, della PFM, e anche i più giovani lo possono ricordare a fianco di Luciano Ligabue, ma questa volta lo scontro tocca con Francesco. Se, infatti, le canzoni di Guccini potevano essere cantate solo da Guccini, questa volta il produttore discografico Mauro Pagani sfida la tradizione e chiede a diversi autori della musica italiana di reinterpretare, spogliare e rivestire, e persino di incidere, quelle pietre miliari della nostra cultura.

 

 

Perchè “Note di Viaggio” è un album fatto di 12 tracce, uscito ilo scorso 15 novembre per BMG; il disegno in copertina che ritrae Guccini insieme a 12 artisti su di un barcone in mezzo al mare è stato creato dallo street artist siciliano “TVboy”, riprodotto in un murales in via Libia a Bologna e il curatore e produttore è appunto Pagani.

Ce lo hanno raccontato insieme, alla Fondazione Feltrinelli di Milano, lunedì 18 novembre, in occasione della manifestazione “Milano Music Week”. In platea quasi trecento le persone, almeno tre le generazioni preparate ad accogliere il Maestro. «Il gioco è stato semplice – racconta Pagani – si è pensato a questo progetto insieme all’etichetta discografica, si è fatta una chiamata e in moltissimi hanno risposto, qualcuno è arrivato con la certezza che fosse una e una soltanto la canzone che più appartenesse alla propria esistenza, qualcun altro si è fatto ‘’arrangiare” sulle proprie corde un testo che potesse indossare».

Gli amici di questo primo capitolo sono undici, ma la più grande sorpresa e ricchezza, Guccini ne ammette il piacevole stupore, è che non siano solo uomini: Elisa, Ligabue, Carmen Consoli, Giuliano Sangiorgi, Nina Zilli, Brunori Sas, Malika Ayane, Francesco Gabbani, Samuele Bersani, Luca Carboni, Manuel Agnelli che canta la famigerata “Avvelenata” con lo stesso Pagani.

«Perchè Francesco – continua il produttore – fa parte della formazione culturale e personale di molti e anche dei più giovani, perché le pareti di casa erano intrise delle canzoni di Guccini, perché i padri e i fratelli maggiori e gli amici più grandi ascoltavano e riascoltavano e sarà ancora così».

Si lascia la parola al pubblico, Guccini ripercorre la malinconia, quella buona delle cose perdute e delle persone che se ne sono andate, Pagani racconta il senso di impotenza che a un certo punto colpisce un artista, quell’amara consapevolezza di un mondo che non si può cambiare del tutto, ma che sia doveroso non smettere di sognare di farlo citando «beato l’uomo che è sfiorato dall’utopia, e triste l’uomo che non sa cosa sia». Degli amori onnipotenti, della volontà di regalare attraverso questo progetto la possibilità di far entrare Francesco Guccini dentro alle case in cui non ci è ancora entrato. Guccini prosegue con Modena, Bologna, lo zio Amerigo, i racconti più curiosi della sua terra. Si ricorda Faber, Dalla, Lolli, un saluto a Roberto Vecchioni recente collaboratore con il disco “L’Infinito”.

Pagani non manca di ricordare lo sforzo di strappare all’artista il nuovo inedito contenuto in “Note di Viaggio”. È una poesia scritta in dialetto, musicata da lui stesso, si intitola “Natale a Pavana” e «Parla di un Natale a Pavana» dice il cantautore, con dolce ironia. La Pavana degli anni ’40, quella che non aveva i frigoriferi, ma molto di più.

La stessa Pavana che continua ad accogliere il suo folle gruppo di innamorati, Francesco racconta di come i più giovani continuino ad andare a bussare alla sua porta. Perché il pubblico di Francesco rimane lo stesso, non si sveste dei panni che è solito portare, ci crede sempre e ancora di più, i ragazzi si emozionano, “perché a vent’anni è tutto ancora intero, è tutto chi lo sa”, scoprendo che le cose del mondo possono essere raccontate anche così, i più grandi sorridono, ricordando “quei giorni”.

«Se questo si chiama primo capitolo – conclude Guccini ridendo – provo a intuire che ce ne sarà anche un altro, e allora aspettiamo con ansia la seconda mandata».

Aspettiamo anche noi un nuovo incontro, perché alla fine “…restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento, le luci nel buio di case intraviste da un treno, siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa,“ma” un cuore di simboli pieno».

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