Eventi&Cultura

Al castello si cammina sulle orme di Leonardo

Mappe, documenti storici, fotografie e modelli per la mostra dedicata al genio rinascimentale. I curatori: «Ha lasciato una pesante eredità sulla vasta area che connette Milano a Novara, Vercelli e la Lomellina»

Mappe, documenti storici, fotografie e modelli sono i protagonisti della mostra dedicata ai 500 anni dalla scomparsa di Leonardo allestita nelle sale al primo piano del Castello di Novara.

“Acque e Territorio: L’eredità di Leonardo”, inaugurata ieri, è un’iniziativa dell’Associazione Irrigazione Est Sesia e della Fondazione Castello Visconteo Sforzesco in collaborazione con Anbi – Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazione e Miglioramenti fondiari, Associazione d’Irrigazione Ovest Sesia, Consorzio di Bonifica – Est Ticino Villoresi, Anbi Lombardia – URBIM – Associazione Regionale Consorzi gestione e tutela del territorio e acque irrigue, Ente Nazionale Risi, Comune di Novara, Camera di Commercio di Novara, Atl Novara, Arte Lab, Società Fotografica Novarese, La città ideale – Mulino di Mora Bassa.

 

 

«L’allestimento museografico – spiegano gli architetti Ruggero Biondo e Daniele Moro, curatori della mostra – rilegge le opere esposte reinterpretando, attraverso la complessa articolazione spaziale, le suggestioni e le visioni che le opere stesse trasmettono. Si tratta di un lavoro in cui, oltre al valore intrinseco dei temi, il significato e l’aspetto didattico ricoprono un ruolo fondamentale, così come la comprensione delle tematiche: parlare di acque significa entrare nel dettaglio, facendo comprendere le differenze tra utilizzo e spreco, significa ancora imparare a leggere il territorio o ancora, significa comprendere alcune unità di misura che associano grandezze e parametri differenti tra loro (litri, metri cubi, tempo, etc.) sfoderando numeri che talvolta sfuggono alla normale comprensione».

Il regista, dunque, può essere considerato Leonardo da Vinci che, attraverso i propri studi sull’acqua e le proprie invenzioni, ha lasciato una pesante eredità sulla vasta area che connette Milano a Novara, Vercelli e la Lomellina. L’allestimento riporta in modo discreto la presenza di Leonardo quale iniziale deus ex machina di cui permane lo spirito creativo sul territorio; e lo fa attraverso un piccolo marchio che richiama gli studi sulle chiuse che ritorna, così come le citazioni sulle acque, nei pannelli di sala e negli elementi comunicativi all’interno del percorso espositivo.

Uno dei punti di forza dell’esposizione è la pavimentazione: «La mostra – proseguono i curatori – tocca un tema complesso perché è alla scala territoriale e dunque difficilmente narrabile in uno spazio espositivo; raccontare il percorso di rogge e canali e rappresentarlo può essere difficoltoso. Per questo motivo abbiamo pensato di ricorrere, per due sale, alla realizzazione di una superficie calpestabile con la riproduzione di mappe che indica il percorso della roggia Mora e del naviglio Sforzesco. Il visitatore, in questo modo, potrà camminare direttamente su una porzione di territorio, leggendo e interpretando i luoghi toccati dai due tra i principali tracciati delle acque».

La mostra è a ingresso gratuito ed è visitabile da martedì a venerdì dalle 15 alle 18 (al mattino con ingresso riservato alle scuole su prenotazione), sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.

Inoltre mercoledì 2 ottobre alle 18 è in programma l’incontro sul tema “Le tavole anatomiche di Leonardo” con Giancarlo Andenna, professore Emerito dell’Università Cattolica di Milano, Accademico dei Lincei e Filippo Renò, professore associato della Scuola di Medicina di Novara – Università del Piemonte Orientale. Grazie a questa conferenza il pubblico scoprirà un nuovo aspetto del lavoro di Leonardo da Vinci, che è conosciuto ai più soprattutto per le sue opere artistiche e ingegneristiche.

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