Economia

Dalla bottega allo shopping center: tutti i numeri del commercio a Novara

Le inchieste de La Voce di Novara-il commercio/2: focus statistico. Sono 2302 in tutto le attività in esercizio. Quasi la metà ha meno di 8 anni di vita

In un quadro di esercizi commerciali in lieve calo negli ultimi tre anni ma preoccupato per le cessazioni di negozi storici, a dare segnali di crescita sono i negozi alimentari e i commercianti al dettaglio “fuori negozio”, in particolare nella vendita per corrispondenza e attraverso internet. Ma si segnale che quasi la metà delle attività oggi presenti ha meno di 8 anni di vita e si arriva ai tre quarti considerando quelle iscritte nel nuovo secolo. Inoltre il commercio novarese è un settore con molte le donne (sono “femminili” un quarto delle imprese) e quasi un terzo del commercio al dettaglio è di stranieri. È questo il quadro che emerge elaborando i dati forniti dalla Camera di Commercio (fonte InfoCamere-StockView) sulla realtà commerciale a Novara.

Le attività commerciali sono in totale, sul territorio comunale, 2302 (al 30 settembre scorso) mentre a fine 2017 erano 2321 e 2325 un anno prima. Si consideri che lo scorso anno vi sono state alcune aperture in più di medie e grandi superfici per l’attivazione dei centri commerciali di “Nov’Aria” in corso della Vittoria.

Interessante la storicità dell’iscrizione: il 46,4% di imprese oggi esistenti (ma il dato sale al 50,9% per i soli dettaglianti) è iscritto alla Camera di Commercio a partire dal 2010 a cui si aggiunge un 25,5% di iscritti a partire dal 2000. Se per imprese storiche consideriamo quelle con almeno 50 anni di vita ecco che il dato scende al solo 1,6% (in totale 36 attività) esistenti da prima del 1970. Le più longeve, contemporanee agli anni della Seconda Guerra Mondiale o antecedenti, sono soltanto 7, di cui 4 al dettaglio.

DETTAGLIO, INGROSSO E ESERCIZI DI SOMMINISTRAZIONE

Il commercio al dettaglio, al settembre scorso, presenta 569 negozi non alimentari, 151 negozi alimentari, 261 attività ambulanti e 207 “fuori negozio”, 72 esercizi di grande distribuzione, 32 distributori di carburante e 40 altre attività. Si nota come le attività di e-commerce sono cresciute a 46 (settembre 2018) contro le 37 di fine 2016, a cui si aggiungono le altre 161 attività fuori da negozi, banchi o mercati contro le 143 di un anno e nove mesi prima. In lieve aumento, oggi 151 contro 144 a fine 2016, anche i negozi di alimentari al dettaglio, dove prevalgono panetterie e pasticcerie (oggi 23). Quanto ai negozi specializzati “non food” prevale di gran lunga l’abbigliamento (133 contro i 137 a fine 2016) seguito da edicole e cartolerie (64 contro i precedenti 70) e dai commercianti di mobili e arredo (stabili a 44).

Il dettaglio rappresenta un complesso di 1332 attività, pari al 57,9% del commercio cittadino totale. Altre 750 attività (32,6%) sono all’ingrosso e le restanti 220 (9,6%) sono indistintamente classificate nel commercio e riparazione dei veicoli.

Il settore del commercio al dettaglio ha visto nei primi nove mesi dell’anno 81 cessazioni e 38 iscrizioni, con stabilità negli alimentari (8 contro 6), e maggior saldo negativo nei non alimentari (30 contro 14) e ambulanti (15 contro 2). Stabile l’ingrosso con lieve saldo attivo: 34 cessazioni e 35 iscrizioni.

A questo quadro si aggiungono le 707 (11 in più del 2016) attività di alberghi, ristoranti e bar, per un totale complessivo di 3009 fra esercizi commerciali e di somministrazione presenti a Novara.

LA TIPOLOGIA DEGLI IMPRENDITORI

Interessante quanto emerge sulla composizione dei commercianti in base alla forma giuridica per fasce particolari di esercenti.

Il 61,7% (1421 attività) è un’impresa individuale, il 20,8% (478) è una società di capitali, il 16,7% (384) è una società di persone e lo 0,7% (15 attività) sono cooperative. In parallelo il 57,3% delle attività commerciali ha un solo addetto, il 25,9% fra 2 e 5 e solo lo 0,2% (4 esercizi) ha più di 50 addetti.

Tra le attività commerciali il 25,2% (579 su 2302) sono considerate “femminili”, cioè partecipate in prevalenza da donne; percentuale che sale al 34,8% per i dettaglianti. Nell’anno se ne sono aperte 9 e cessate 11.

Significativo anche il dato delle imprese “straniere”, ovvero il cui controllo o proprietà è in prevalenza di persone non nate in Italia. In totale sono 512, di cui 479 di cittadini extra Ue, cioè il 22,2% che sale al 30,3% – con analoga suddivisione tra comunitari e non – nel commercio al dettaglio. Il saldo nell’anno è positivo: 11 avviate e 9 cessate.

Infine le imprese giovanili, ovvero partecipate in maggioranza da persone con meno di 35 anni: sono 273 (11,9%) in generale e 179 (13,4%) per il dettaglio.

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