Economia

Capre allevate con prodotti “a km 0”: premiato il progetto di un veterinario novarese

È il dottor Gilberto Mancin ed ha vinto un premio nazionale, il "Community Award". Il progetto è stato realizzato da una azienda in provincia di Alessandria

Un progetto che ha individuato alcuni strumenti e strategie per rendere sostenibili e profittevoli anche le realtà agricole e zootecniche di piccole dimensioni. È questa la motivazione che ha portato il progetto del dott. Gilberto Mancin, medico veterinario di Novara, a vincere il bando di concorso “Community Award” di MSD Animal Health, azienda leader nel settore della prevenzione veterinaria.

Per dare il via al suo progetto, il dott. Mancin è partito da un dato di fatto: la voce di spesa più importante sostenuta dagli allevamenti è quella relativa all’alimentazione, che spesso incide per più del 50% sui costi sostenuti. Per questo, il dott. Mancin ha elaborato un metodo che prevedesse di valorizzare le risorse agronomiche “a KM 0” affinché fossero completamente utilizzate per scopo zootecnico, riducendo in tal modo i costi per l’alimentazione delle capre e anche gli sprechi degli allevamenti stessi. Sulla base di questi presupposti, l’Azienda Agricola LE ROVERI di Predosa (AL) ha scelto di mettersi in gioco, aderendo al progetto del Dott. Mancin e mettendo in atto misure concrete come l’ottimizzazione delle coltivazioni agronomiche e la fecondazione destagionalizzata delle capre. Questa scelta ha permesso alla piccola realtà di Predosa non solo di rendersi quasi completamente autonoma dal punto di vista alimentare ma di essere profittevole in termini di guadagni, mantenendo ottimali le condizioni di salute dei capi di allevamento.

La scelta del progetto del medico veterinario piemontese è avvenuta tra i 23 della categoria “allevamento sostenibile” presentati da altrettante realtà del paese. La Commissione giudicante del bando, composta da 3 giurati tecnici e 2 rappresentanti istituzionali, ha deciso di premiare questo progetto per l’originalità e per la capacità di recuperare la tradizione dell’allevamento della capra da latte, ponendo attenzione agli aspetti zootecnici unitamente alla tutela delle risorse ambientali del territorio. Il progetto assume poi un’ulteriore rilevanza perché si colloca con originalità in un momento in cui si assiste a una crescita dei prodotti caprini nel mercato italiano.

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