Economia, Impresa & Lavoro

Ravanelli schiera le imprese: «Irresponsabile fermare la Tav»

Il presidente dell'Ain e degli industriali piemontesi si è pronunciato con fermezza contro le ipotesi di blocco della costruzione dell'Alta Velocità Torino-Lione. Anche Sergio Chiamparino interviene: «Il blocco danneggerebbe l'intera comunità piemontese»

Una vera e propria sciagura, che è da evitare in tutti i modi possibili. Non è rimasto nel vago Fabio Ravanelli, presidente dell’Associazione degli industriali di Novara e della Confindustria piemontese, che oggi ha promosso a Torino una iniziativa per esprimere la posizione del mondo dell’impresa sulle recenti esternazioni del ministro dei trasporti Danilo Toninelli a proposito del futuro della linea ad alta velocità Torino-Lione.

Fermare i lavori per la Tav – ha detto in sostanza Ravanelli – è una richiesta irrituale, irresponsabile e illegittima.  «Fermare l’opera significa rendere inutile l’intero Corridoio
Mediterraneo, condannare il Piemonte al tutto gomma, tenersi una linea ferroviaria di oltre 150 anni fa».

Una preoccupazione che, in chiave novarese assume una rilevanza ulteriore, in considerazione delle conseguenze negative che un sostanziale isolamento del Piemonte dalle grandi reti internazionali potrebbe scaricare sulle aspirazioni di Novara e del suo territorio a divenire uno snodo essenziale nel sistema della logistica.

«Non possiamo accettare la marginalizzazione del Piemonte – ha aggiunto Ravanelli – e permettere che lo sviluppo delle infrastrutture del nostro Paese sia frutto di ricatti politici e di un ondivago gioco al massacro a spese del nostro tessuto produttivo».

Forte preoccupazione è stata espressa questa mattina anche dal presidente del Collegio Costruttori di Torino, Antonio Mattio, che ha ribadito come «questi continui cambi di rotta, che si aggiungimi alle  incertezze dell’agenda politica, rendono evidente la mancanza di  una visione strategica di lungo periodo sia degli amministratori locali sia del governo centrale. Rinunciare alla Tav sarebbe un atto miope devastante»

Ha fatto sentire la sua voce, in concomitanza con l’iniziativa degli industriali, anche il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino . «Se malauguratamente il Governo dovesse davvero decidere di bloccare un’opera che si sta già realizzando nella parte internazionale – ha detto – è evidente che bisognerà trovare uno strumento – e il referendum consultivo potrebbe essere quello adatto – per far sentire l’opinione di tutti i cittadini e far capire che il Tav non interessa solo il mondo dell’economia, ma la nostra comunità nella sua interezza».

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