Economia, Impresa & Lavoro

Corre la Novara a marchio Dop

Nel rapporto Ismea-Qualivita 2017 le cifre di una crescita che negli ultimi due anni tocca percentuali da record

È sempre di più il settore dell’agroalimentare di qualità una delle colonne portanti del sistema economico della provincia di Novara. Che, nel panorama italiano, risulta essere il territorio in cui l’impatto economico del sistema Dop-Igp è cresciuto con maggiore velocità negli ultimi due anni. Lo rivela il rapporto Ismea-Qualivita 2017, presentato in questi giorni.

La brillante prestazione del novarese si inserisce in un quadro in cui l’Italia, leader mondiale per numero di DOP IGP con 814 prodotti Food e Wine, raggiunge i 13,8 miliardi di euro di valore alla produzione nel 2015, per una crescita del +2,6% su base annua e un peso del 10% sul fatturato totale dell’industria agroalimentare nazionale.

Secondo il rapproto le Indicazioni Geografiche continuano a rappresentare un fattore chiave della crescita del made in Italy nel mondo, con un valore all’export di 7,8 miliardi di euro, pari al 21% delle esportazioni del settore agroalimentare e un trend positivo che sfiora la doppia cifra con un +9,6%. Il settore Food – composto da oltre 80mila operatori – vale 6,35 miliardi di euro alla produzione (-1,5% su base annua) e registra una crescita al consumo del +1,7%, con un trend che nella Grande Distribuzione supera il +5%. Il comparto Wine – che raggiunge una produzione certificata di 2,84 miliardi di bottiglie – vale 7,4 miliardi di euro alla produzione con una crescita del +5,8%.

La performance del territorio novarese, basata soprattutto sugli ottimi risultati del gorgonzola, dei vini delle Colline Novaresi e del riso, ha fatto risalire al nostro territorio molte posizioni nella classifica nazionale, nella quale Parma si conferma la capitale dell’agroalimentare, con un valore della produzione di 1,45 miliardi di euro (+28%), seguita da Modena con 583 mln (-6%) e Mantova con 437 milioni (+8%). Nel comparto del vino, invece, spicca Verona con 392 milioni di euro, seguita da Treviso con 324 milioni di euro e Siena con 250 milioni di euro. Nella classifica delle province per impatto economico del sistema delle Dop-Igp, stilata nel rapporto. seguono nell’ordine le province di Reggio nell’Emilia, Brescia e Udine. Caserta è la prima provincia del Mezzogiorno con i suoi 186 milioni di euro. Per quanto riguarda le variazioni di impatto economico rispetto al 2015 il risultato migliore è proprio quello della provincia di Novara, cresciuto in due anni del 296%). Seguono Pavia (+119%), Bergamo (+112%), Bologna (+40%) e Salerno (+23%). Nel comparto Wine una buona posizione spetta anche ad altre province venete, con Vicenza (194 mln) e Padova (166 mln), che salgono rispettivamente di quattro e dieci posizioni nella graduatoria nazionale. Una posizione più in alto, si conferma, nella ‘top five’, Cuneo con 189 milioni di euro. Sopra i cento milioni di euro anche le province di Udine e Belluno e Trento, cui seguono Bolzano (95 mln) e Asti con (85 mln). Lecce è la prima provincia del Sud Italia con 42 milioni di euro di impatto economico del vino sfuso, seguita da Chieti con 36 milioni di euro.

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