Economia, Impresa & Lavoro

Coldiretti: «Aprire un tavolo di crisi per la risicoltura piemontese»

Per la presidente regionale Delia Revelli è eccessiva la quantità di riso importato dall'Estremo Oriente

Le aziende risicole del Piemonte “continuano a vivere una situazione insostenibile, di forte incertezza e precarietà. Per questo chiediamo all’assessore regionale Ferrero di aprire con
urgenza un tavolo di crisi”. È la posizione della Coldiretti piemontese: “La campagna di trebbiatura del riso sta per volgere al termine, mentre permane la conclamata stagnazione del mercato – sottolinea la Coldiretti – a cui si aggiungono le continue importazioni che fanno registrare un +34% dalla Thailandia e l’aumento del 346% degli arrivi dal Vietnam: mai così tanto riso straniero è arrivato in Europa come nel 2016”.
“Dopo aver ottenuto, grazie alle battaglie portate avanti da Coldiretti, l’etichettatura d’origine sostiene Delia Revelli, presidente regionale – adesso bisogna al più presto fare il punto sulle criticità e trovare quelle formule idonee per poter fornire ai nostri imprenditori risicoli delle concrete traiettorie di futuro. Con una superficie complessiva di oltre 116 mila ettari, 1100 aziende ed una produzione di 8 milioni di quintali il Piemonte è la realtà risicola italiana più importante che dobbiamo salvaguardare”

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