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Il viaggio di Gaudenzio Ferrari diventa una grande mostra

Presentata oggi a Torino il progetto promosso dalla Regione sul grande artista cinquecentesco che coinvolgerà Novara, Vercelli e Varallo da marzo a luglio 2018

A quasi cinquecento anni dalla morte e a sessant’anni dall’ultima esposizione allestita al Museo Borgogna di Vercelli, l’artista rinascimentale Gaudenzio Ferrari sarà celebrato con una grande mostra che interesserà Novara, Vercelli e Varallo Sesia.

«Lo scopo della mostra – ha spiegato l’assessore regionale alla cultura, Antonella Parigi, durante la presentazione della mostra al Circolo dei Lettori di Torino – è quello di riportare all’attenzione culturale e della ricerca un autore piemontese. La caratteristica è quella di essere una mostra con tre sedi che riprendono il percorso artistico di Ferrari. Questa è un’operazione di carattere culturale che porterà una ricaduta di visitatori e visibilità dal punto di vista artistico, perchè sia Novara, che Vercelli e Varallo sono centri assolutamente sottovalutati rispetto alle loro potenzialità».

«Questo progetto ci dà la possibilità di ridare Gaudenzio Ferrari alla nostra città – ha commentato il sindaco di Vercelli, Maura Forte – perchè era stato dimenticato da troppo tempo. La città si sta preparando a questo evento e siamo convinti che sia un momento di grande attrazione per il nostro territorio».

«La collaborazione tra i territori – Laura Bianchi, presidente della Fondazione Castello  – permette di far conoscere delle parti del Piemonte un po’ dimenticate. Meraviglioso poter accogliere la rinascita il vero valore di Gaudenzio Ferrari che non ha nulla di meno rispetto ad altri autori. Un percorso in cui c’è un doveroso riscatto non solo per il territorio ma anche per tutte quelle opere che abbracciano la pianura padana di autori che hanno avuto una rilevanza importante ma che storicamente non hanno avuto il giusto spazio».

«Abbiamo creduto nel progetto investendo sulla Pinacoteca – ha dichiarato il primo cittadino di Varallo Sesia, Eraldo Botta – coinvolgendo l’intera città. E come diceva il mio predecessore: Venite in Paradiso senza andare al Creatore».

A concedere le opere di Ferrari e degli altri artisti saranno le istituzioni del territorio: la Diocesi di Novara, la Galleria Sabauda, il Museo Civico d’Arte Antica e l’Accademia Albertina di Torino oltre ad altri importanti musei italiani e stranieri. Nelle tre sedi il pubblico potrà ammirare quasi un centinaio di pezzi tra dipinti, sculture e disegni.

Curatori della mostra sono Jacopo Stoppa e Giovanni Agosti. «La mostra è pensata come uno spettacolo teatrale in tre atti  – ha commentato Stoppa – che parte da Varallo, approda a Vercelli con il momento della maturità di Ferrari e l’ultima tappa è quella novarese che rappresenta l’ultima stagione di questo grande artista».

Ha proseguito Agosti ricordando che «una mostra del genere si fa perchè c’è stata una politica responsabile nei confronti del territorio».

La mostra inaugurerà il  23 marzo in contemporanea  al Castello di Novara, all’Arca di Vercelli e alla Pinacoteca e al Sacro Monte di Varallo; a Novara e Vercelli sarà visitabile fino al 1 luglio, mentre a Varallo fino al 16 settembre con la possibilità di ammirare, attraverso un ponteggio, la parete gaudenziana in Santa Maria delle Grazie.

A concludere la presentazione l’assessore Parigi che ha ricordato: «Prima di fare l’assessore non conoscevo Novara e questo evento rappresenta una scommessa che permette di conoscere il Piemonte dal vivo. Un invito a essere più curiosi rispetto a questa nostra regione che coltiva un suo elevatissimo senso di civiltà e  quindi è un luogo tutto da scoprire».

 

 

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