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Tris di incontri per il Festival della Dignità Umana

La seconda settimana della rassegna prevede tre appuntamenti a Novara, Arona e Borgomanero con Luigi Zoja, Alessandra Cislaghi e Francesca Rigotti

Dopo una prima settimana positiva, il Festival della Dignità Umana prosegue, con la seconda settimana e altri tre appuntamenti a Novara, Arona e Borgomanero.

Domani, giovedì 4 ottobre, alle 21, nella Sala Consiliare di Arona del Comune, lo psicoanalista e docente universitario Luigi Zoja rifletterà sul tema “La paura del diverso e una possibilità di contrastarla”. Oggi la paura è un sentimento che è connesso al tema del mondo digitale. Con la rete in teoria la possibilità di raggiungere un’informazione completa e obbiettiva si è ampliata smisuratamente, ma in realtà è anche aumentata, purtroppo, la confusione presso il cittadino medio. Sembra che conoscere personalmente l’altro resti la difesa migliore contro l’odio indiscriminato.

A Novara l’appuntamento è per venerdì 5 ottobre sempre alle 21 nella Sala Casorati, con Alessandra Cislaghi, docente universitaria di Filosofia Teoretica, che terrà un incontro dal titolo “La famiglia (che) non c’è. Pensare il nesso tra noi e non-noi”. Tema centrale è la famiglia, indagata in termini di dignità umana. Nel corso della serata la relatrice farà una considerazione partendo da una domanda: a quali condizioni si costituisce un nucleo umano che riconosce dignità e non produce esclusione?

La settimana si conclude sabato 6 ottobre alle 16.00 alla Biblioteca Marazza di Borgomanero con un incontro dal titolo “Speranza: l’ultimo dei mali?”. La relatrice Francesca Rigotti, filosofa e docente universitaria, commenterà una frase di Albert Camus tratta da “L’estate ad Algeri”, per riflettere sul valore e significato di speranza: «Dal vaso di Pandora, in cui brulicavano i mali dell’umanità, i Greci fecero uscire dopo tutti gli altri, come il più terribile di tutti, la speranza. Non conosco simbolo più appassionato. Perché la speranza, al contrario di quel che si crede, equivale alla rassegnazione. E vivere, è non rassegnarsi.

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