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«Teresa Papavero è la mia Jessica Fletcher»

Chiara Moscardelli è tornata in libreria con il suo nuovo romanzo dalle tinte giallorosa e lo presenterà mercoledì 18 luglio alle 18.30 al castello di Novara

Ironica, sottile a tratti pungente, ma anche brillante, intelligente e autocritica. Chiara Moscardelli, la scrittrice che racconta di donne di mezza età in cerca dell’anima gemella, è tornata in libreria con una nuova “eroina”: Teresa Papavero e il mistero di Strangolagalli che  presenterà mercoledì 18 luglio alle 18.30 al castello di Novara.

Dopo “Volevo essere una gatta morta”, romanzo d’esordio divenuto best seller, “La vita non è un film”, “Quando meno te lo aspetti” e “Volevo solo andare a letto presto”, Moscardelli propone ai suoi lettori, in particolare lettrici, un’altra storia dai tratti sarcastici ma anche drammatici: «Se gli altri romanzi sono stati a tinte rosa con qualche sfumatura di giallo – racconta – ora è il contrario: questo è un romanzo giallo con qualche tonalità di rosa. La storia, infatti, comincia con Teresa, la protagonista, che va a Strangolagalli per trovare pace e serenità, invece si imbatte in un apparente suicidio sul quale comincia a indagare convinta che si tratti di un omicidio. Insomma una specie di Jessica Fletcher italiana nella sua Cabot Cove».

Sì perchè Chiara Moscardelli è una grande appassionata della notissima serie tv anni Ottanta “La signora in giallo” da cui ha preso spunto per l’ambientazione del suo libro e il carattere dei personaggi: «Il romanzo è ambientato in un piccolo paese in provincia di Frosinone – continua – Strangolagalli appunto, dove il sindaco, il medico, il maresciallo dei Carabinieri sono personaggi fondamentali per la storia, conosciuti e stimati da tutti gli abitanti. Dalla capitale, poi, arriva un poliziotto, bello e impossibile, che indaga sullo stesso caso, con il quale Teresa è in contrasto e lo prende in giro proprio per le sue caratteristiche».

Il giallo, però, non finisce qui perchè la protagonista si trova a dover fare i conti anche con un altro mistero: «Oltre all’omicidio suicidio – prosegue Moscardelli – c’è anche una scomparsa. Nel bed&breakfast che Teresa ha aperto con un’amica a Strangolagalli è scomparsa l’unica cliente che ha passato lì una sola notte e poi non ha lasciato traccia di sè. Il marito si è rivolto a “Dove sei?”, la trasmissione che nella realtà è “Chi l’ha visto”, e la troupe arriva in paese per girare il servizio; Teresa scopre che il giornalista inviato era stato suo compagno di università e anche lui ha un ruolo importante nella vicenda».

Ma quali sono le differenze fra Teresa e le protagoniste degli altri libri?
Sicuramente Teresa è meno ingenua rispetto alle altre, è alla ricerca del suo posto nel mondo e non crede nel principe azzurro.

Secondo te perchè gli uomini che dopo i 40 non hanno una relazione fissa si indicano come “single” mentre le donne come “zitelle”?
Perchè viviamo in una società maschilista, noi donne pensiamo di avere ottenuto molto, ma non è così. Anche biologicamente non siamo avvantaggiate, anche se è vero che molte donne stanno meglio a 50 anni piuttosto che a 20. Ma è anche vero che l’uomo brizzolato e con le rughe acquista fascino, la donna no. Bisogna cambiare mentalità anche perchè molto spesso siamo noi donne a essere cattive con le altre: sempre pronte a criticare e a giudicare. Anche la libertà sessuale non siamo pronte a concepirla, e questo è sbagliato.

Potrebbe esserci un prossimo libro con un protagonista maschile?
Non so se sarei in grado di immedesimarmi in un uomo, preferisco rappresentare le donne. E comunque Teresa Papavero è solo il primo di una trilogia, quindi credo che sarò impegnata con lei ancora per un po’ di tempo.

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