Storia & Storie

Quando suonava l’orchestra Mellier

Direttore, compositore,, arrangiatore e preparatore di cantanti, Mario Mellier è stato uno dei più noti artisti novaresi del Novecento

Quando nel 1927 l’EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) diventò ufficialmente la radio italiana, ogni italiano coltivava il sogno di possedere un apparecchio radio.

E in quegli anni la radio iniziò a trasmette oltre ai notiziari anche la musica da ballo, la musica delle orchestre, le canzoni in genere, si crearono i primi effetti del divismo radiofonico.

Prosperarono le orchestre da ballo e i locali dove si suonava dal vivo e si ballava.

A Novara una delle più famose orchestre, a cavallo fra gli anni 35 e 60, è stata certamente l’orchestra di Mario Mellier (1914-2002) un direttore che nel suo piccolo ha varato come minimo una decina di formazioni di successo, spesso accompagnato dal violinista Mario Verrua detto “pirulin” perché vibrava come una trottola.

Altri apprezzati orchestrali di quegli anni mitici e irripetibili furono Celestino Borotti alla tromba, Gino Capra al trombone, il cantante Rino Padova, e ancora Doni al sassofono, Besozzi alla batteria, i fratelli Cavenaghi, Violini, la cantante Emy Airaghi, il cantante Ghiringhelli, Ovini, Pietracatella, Cerutti, Amato, eccettera

 

Mario Mellier furoreggiò alla sala Mutilati (detto bonariamente “zopping club”), ai Combattenti, nei sotterranei de cinema Vittoria (“La Perla”) ed Eldorado e in altri rinomati locali di Novara e provincia.

Mellier aveva diretto in gioventù la corale Carlo Coccia, il circolo mandolinistico del Dopolavoro Comunale, e scritto alcune valide canzoni per due riviste cittadine che fecero furore negli anni della guerra: “Chi l’ha visto?” e “Cercando un’onda”, rappresentate al teatro Coccia con enorme successo di pubblico.

Mellier, laureato in composizione al conservatorio di Milano, fu anche eccellente e prolifico compositore di musica leggera con 390 canzoni depositate alla Società Autori ed Editori. Fra queste, alcune di grande successo come “Bambola” cantata dal torinese Ernesto Bonino; come “Tu che non hai amato mai” interpretata da famoso crooner americano Pat Boone; “La frontiera” cantata in italiano dalla stella inglese Petula Clark; e “Vertigine” urlata da Tony Dallara.

Insomma, Mario Mellier era una celebrità nel suo campo anche come arrangiatore e istruttore di cantanti (Nicola Di Bari, Fausto Leali, Gilda Giuliani). Sapeva suonare diversi strumenti oltre al suo preferito, il pianoforte. Ha partecipato a tre edizioni del Festival di Sanremo negli anni Settanta senza grande successo, servendo da generoso supporto a cantanti debuttanti.

E’ stato uno dei personaggi più noti del Novecento artistico novarese.

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