Storia & Storie

Novaresi dimenticati: Cesare Forni, l’eretico che sfidò Mussolini

Proprietario terriero, fu tra i primi in Italia ad aderire al fascismo ma in seguito entrò in urto con il duce e fu espulso dal PNF

Un novarese, nato a Vespolate nel 1890, e sepolto nel cimitero di Tornaco, ma vissuto per lungo tempo in Lomellina, soprattutto a Mortara e in provincia di Pavia. Personaggio di grande importanza perché fu uno dei primi in Italia ad aderire al fascismo.

Importante proprietario terriero, costituì le prime squadre a difesa delle sue proprietà e delle sue terre. Aveva combattuto la Grande Guerra nel corpo dei bombardieri, guadagnandosi tre medaglie al valor militare. Era amico del capitano casalese che lo convinse ad aderire al fascismo. E Cesare Forni divenne rapidamente un leader in Piemonte e in Lombardia.

Ad un certo punto disponeva di un vero e proprio esercito personale, con squadre che imperversavano in Lomellina con estrema spregiudicatezza. Quando Mussolini lo conobbe gli affidò il coordinamento di tutte le squadre piemontesi e lombarde nei giorni della marcia su Roma.

Cesare Forni è ritenuto l’esponente più radicale dell’ala del movimento, diretta espressione del mondo agrario e di quello dei reduci. Popolarissimo fra gli squadristi, dopo la marcia su Roma e la presa del potere, venne considerato da Mussolini personaggio sempre più scomodo e ingombrante.

Cesare Forni cercò di imporre la sua volontà politica battendosi a duello con l’allora segretario politico Giunta, beniamino di Mussolini. In seguito la giunta disciplinare del partito fascista lo sospese da tutte le cariche, e poi lo espulse definitivamente dal partito.

Nonostante queste posizioni radicali, Cesare Forni formò una sua lista, denominata Fasci Nazionali, e prese parte alle elezioni politiche del 1924 riuscendo l’unico eletto fra i “dissidenti”. Un mese prima delle elezioni, era stato pesantemente bastonato da un gruppo di fascisti, alla stazione centrale di Milano per dissuaderlo dal presentarsi alle elezioni.

In Parlamento restò comunque fedele a Mussolini, votando diverse volte la fiducia al governo. Nel 1927 ottenne di essere inviato in Somalia per realizzare alcuni temerari progetti agricoli, che fallirono. Restò deputato fino al 1929, poi si ritirò a vita privata. Fu nuovamente espulso dal fascismo nel 1933, ma ormai la sua “stella” era tramontata.

Soffrì molto la tragica morte del fratello minore Roberto, precipitato nei cieli di Cameri mentre provava un aeroplano. Roberto Forni in quel momento era deputato al Parlamento e presidente del Novara calcio.

Cesare Forni, detto “al capitan”, è morto nel luglio del 1943 a Milano. Funerali svoltisi a Mortara con grande partecipazione di folla, moltissimi amici e rivali. È sepolto nel piccolo cimitero di Tornaco.

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