Storia & Storie

Mario Mellier, tu, musica divina!

Un protagonista della canzone italiana del Novecento. Autore di oltre 300 brani depositati alla Siae, il suo successo più famoso fu "Bambola"

Quando per caso lo incontravo vicino a casa sua, in via Crespi, gli chiedevo: “Mario, mi suoni “Bambola?”. Lui mi faceva entrare in casa, si metteva al pianoforte e con un paio di accordi sentivi subito quel ritmo lento di “Bambola” che Mario Mellier scrisse nel 1942 e che registrò un successo straordinario inciso dalla voce vellutata di Ernesto Bonino.

Mario Mellier era nato nel 1914 a Novara, in via Monte Ariolo, figlio di un materassaio. La musica fu subito la sua vera passione. Imparò al Brera a suonare pianoforte, contrabbasso, fisarmonica e mandolino. In calzoni corti accompagnava al pianoforte i film muti del tempo (fine anni venti).

Poi iniziò ad organizzare orchestre da ballo, suonando senza interruzioni sino agli anni Settanta. Fu allievo di illustri maestri: Francesco Fasola per il pianoforte, Luigi Sante Colonna per l’armonia. Fu anche corista della Schola Cantorum di San Gaudenzio.

In parole povere, della musica sapeva tutto, perfezionandosi poi con il celebre maestro Federico Ghedini che frequentò durante la guerra, quando Ghedini era sfollato a Borgosesia.

Maro Mellier, novarese purosangue, malgrado il cognome di origine aostana, ha vissuto per la musica e con la musica, diplomandosi al Conservatorio di Milano in canto corale e composizione. Ha depositato qualcosa come trecento canzoni alla SIAE, e fra i suoi più noti successi ricordiamo, oltre al capolavoro “Bambola” (parole scritte dal torinese Calzia), anche “Vertigine” incisa da Tony Dallara, e poi “La frontiera” cantata dalla grande Petula Clark, e “Io che non ho amato mai” incisa da due grandissimi crooner come Pat Boone e Nat “King” Cole.

Negi anni Settanta, Mellier ha partecipato a tre edizioni del Festival di Sanremo con sue canzoni che non hanno avuto successo, anche perché interpretate da giovani cantanti esordienti. Ma la sua fama di compositore e arrangiatore (anche di Concina, quello di “Vola colomba”) era ben nota negli ambienti musicali di Galleria del Corso a Milano.

I novaresi conoscevano Mario Mellier come direttore di molte orchestre cittadine con Verrua, Gino Capra, Doni, Besozzi e tanti altri musicisti cittadini che dagli anni Trenta in poi formarono numerose apprezzate orchestre.

Negli ultimi anni della sua lunga vita professionale, Mellier lavorava a Milano presso una casa musicale, dove poneva mano ad arrangiamenti e impostava la voce a cantanti noti fra cui Fausto Leali, Nicola Di Bari e Gilda Giuliani.

È morto nel 2001 a Novara.

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