Storia & Storie

Civico Istituto Bellini, un’istituzione dal 1837

Fu realizzato per volontà della contessa Giuseppa Tornielli allo scopo di fondare un istituto che avrebbe rappresentato per il Regno Sabaudo una scuola di Arti e Mestieri

È il 4 novembre 1837, giorno onomastico di Carlo Alberto, quando, con un’orazione e un concerto, si inaugura a Novara il Civico Istituto Bellini, alla fine di una giornata che aveva visto i cittadini partecipare a cerimonie analoghe per la statua di Carlo Emanuele III scolpita da Pompeo Marchesi, la Barriera Albertina progettata da Antonio Agnelli e il Corpo di Guardia della Piazza Duomo.

L’edificio – che dal 1994 ospita il Dipartimento di Medicina dell’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogrado” – ebbe origine nella volontà umanitaria e civile della contessa Giuseppa Tornielli di Vergano, donna di ampie e moderne vedute, vedova ed erede universale del conte Marco Bellini di Gargarengo.

Ricordata nell’atrio del Palazzo con una statua a tutta figura dello scultore Gaetano Monti, la contessa aveva stabilito, rispettando i desideri dell’amato marito deceduto nel 1831, di donare una notevole somma di denaro per fondare un istituto che avrebbe rappresentato per il Regno Sabaudo una novità, prevedendo la nascita di una scuola di Arti e Mestieri, ovvero di lettere e scienze applicate alle arti meccaniche e all’industria manifatturiera, con annessi due convitti che potessero ospitare gli alunni provenienti dal circondario o dalla provincia e con aule sufficienti e per i convittori e per gli esterni.

Nel testamento del 30 novembre 1832 la Contessa aveva stabilito che la scuola venisse isitituita e aperta nel giro di sei anni: approvata con Regio biglietto da Carlo Alberto il 9 febbraio del 1833, la sobria ed elegante struttura neoclassica viene realizzata dall’architetto milanese Pietro Pestagalli tra il 1834 e il 1835 sull’antico piazza dei Cappuccini, verso il bastione meridionale della città, vicino all’Allea di San Luca e al Castello. Alla fondazione dell’Istituto erano state assegnate 400.000 mila lire piemontesi: poco prima di morire, con un codicillo testamentario del 18 giugno 1837, la Contessa faceva lascito alla scuola del fabbricato, costato poco più di 300.000 mila lire, e del mobilio, conservando intatta la prima dotazione per altri scopi. La scuola, infatti, era destinata ai giovani appartenenti a famiglie di modeste o modestissime disponibilità, ed era finalizzata a preparare, nel ramo maschile, personale competente e specializzato nell’artigianato e nella piccola industria, e nel ramo femminile, madri abili nel governo della casa e capaci di educare adeguatamente i figli.

Il “Civico Istituto Bellini di Arti e Mestieri” venne aperto nel 1838 e ancora oggi, 180 anni e qualche riforma scolastica dopo, in altre sedi, prosegue la sua attività con il Liceo Bellini e l’Ipsia Bellini.

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