Culture
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Il sostegno alla lettura vale 12 milioni di euro

Approvato un emendamento promosso dalla senatrice Ferrara che prevede un tax credit per le librerie di 9 milioni di euro in due anni e 3 milioni di euro per la promozione del libro e della lettura

«Per noi questa detassazione è il dono di Babbo Natale. Le librerie guadagnano non più del 32% sul prezzo di copertina imposto dagli editori; se a questo aggiungiamo l’affitto, le tasse, gli stipendi dei dipendenti e gli investimenti per gli eventi culturali, non stupisce che le librerie siano costantemente in perdita». Questo il commento di Gabriella De Paoli, responsabile della libreria La Talpa, all’approvazione dell’emendamento alla legge di bilancio 2018 che prevede un tax credit per le librerie fino a 4 milioni di euro nel 2018 e altri 5 milioni nel 2019; una modifica messa a punto dalla senatrice Elena Ferrara e presentata questa mattina al Circolo dei Lettori: «Il fondo sarà parametrato agli importi pagati dagli esercenti quali Imu, Tasi e Tari con riferimento ai locali dove si svolge l’attività dì vendita di libri al dettaglio, oltre alle eventuali spese di locazione. A questo si aggiungono altri 3 milioni di euro per i progetti di sostegno alla lettura. Riteniamo che dopo il cinema e lo spettacolo, la lettura sia un elemento fondamentale per la formazione e il sapere. Un progetto che è cominciato con il bonus di 500 euro per gli insegnanti e i diciottenni in un’ottica di sostegno alla cultura. Solo l’app diciottenni ha portato 52 milioni in libri a fronte di una spesa complessiva per i nati nel 1998 di 67 milioni di euro; a inizio ottobre, per i nati del 1999, erano già stati spesi 7 milioni di euro in libri con un incremento rispetto alla versione precedente del 195%».

Interessato all’emendamento anche Fabio Lagiannella, responsabile della libreria Lazzarelli: «Il librario è un figura un po’ fatalista: quando le cose vanno male, è sempre colpa degli altri. Questo bonus è senz’altro una cosa in più che ci fa molto comodo, ma i conti dobbiamo farli quadrare al di là degli aiuti che arrivano dall’esterno. È anche per questo motivo che ogni giorno ci adoperiamo per la promozione alla lettura».

Alla presentazione è intervenuto anche il vice presidente del sindacato librerie, Antonio Terzi: «Una proposta che rappresenta un primo passo importante viste le prospettive future anche di revisione della legge Levi. Il nostro modello sono le librerie francesi, cresciute del 7% rispetto alla diminuzione del 3% in Italia, che sono sostenute dallo Stato e hanno chiesto un guadagno non inferiore al 36% dal prezzo di copertina. Tra i progetti c’è anche quello di istituire un marchio di qualità per tutte le librerie vere che hanno una storia e una loro identità».

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