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“Smascherati” gli scarabocchi di matematici e filofosi

Ieri sera all'Arengo Piergiorgio Odifreddi ha inaugurato il festival in corso al Broletto raccontando aneddoti curiosi riguardanti scritti e scarabocchi di studiosi del passato.

Acuto, estroso, a tratti piacevolmente pungente, lo scrittore e matematico Piergiorgio Odifreddi ieri sera all’Arengo ha regalato a un pubblico di quasi duecento persone un’ora di aneddoti curiosi riguardanti scritti e soprattutto scarabocchi di scienziati, filosofi e studiosi del passato.

Un incontro che ha dato ufficialmente il via a “Scarabocchi – il mio primo festival” che terrà occupato il complesso monumentale del Broletto ancora oggi e domani.

Nella sua esposizione di oltre un’ora non sono mancati Newton, Leibniz, Gauss o Galois che lascia il suo ultimo scritto a un amico prima di morire, i giorno seguente, in un duello a soli vent’anni. Oppure Herschel, Darwin e ovviamente Einstein che aveva scarabocchiato un suo autoritratto vicino all’esclamazione “Ci sono!” indicando l’intuizione di qualche formula matematica. Ma anche letterati che hanno avuto una formazione o un interessi matematici come Carroll, autore di “Alice del paese delle meraviglie”, Dostoevskij, che non tutti sanno essere stato un ingegnere, l’entomologo Nobokov o l’autoritratto di Borges, dopo essere rimasto, un vero e proprio scarabocchio.

Ma anche personaggi più attuali come Umberto Eco, conosciuto durante un viaggio in aereo, Renzo Piano e gli ambigrammi di Douglas Hofstadter. Senza dimenticare i suoi scarabocchi, prototipi di quello che poi diventata a trilogia della geometria.

Il festival, dunque, prosegue ancora per due giorni con numerosi incontri e laboratori per adulti e bambini. Il programma completo può essere consultato al sito https://scarabocchifestival.it/

 

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