Culture

Sacro Monte di Orta, un foto per il restauro della cappella di san Francesco

Un progetto finanziato dalla Fondazione Comunitaria Novarese che partirà dal restauro della cappella della Nascita di san Francesco per la quale si cercano foto del dipinto che decora il fianco destro esterno di cui oggi rimangono solo delle tracce

L’Ente di gestione dei Sacri Monti è alla ricerca di fotografie del dipinto che decora il fianco destro esterno della cappella della Nascita di san Francesco, di cui oggi rimangono solo delle tracce. La cappella è la prima dell’itinerario del Sacro Monte di Orta. Le fotografie saranno un prezioso strumento per il restauro dell’intonaco esterno.

Grazie a un importante finanziamento della Fondazione Comunitaria Novarese, l’Ente regionale dei Sacri Monti, che cura il restauro, la conservazione e manutenzione del Sacro Monte di Orta e di altri sei Sacri Monti piemontesi, ha avviato il restauro dell’esterno della cappella (intonaci e parti in pietra) e l’anno prossimo provvederà al restauro delle statue e degli affreschi interni. Dentro l’edificio, infatti, sono raffigurati, nell’atrio, alcuni episodi che illustrano gli antefatti della nascita del santo. Nel vano, interno, dietro la grata lignea vi è il gruppo di statue in terracotta, a grandezza naturale, che mette in scena la natività di Francesco, ad imitazione di quella di Cristo, in uno spazio che finge una stalla.

Purtroppo non sono oggi più visibili, se non per sbiadite tracce, le decorazioni esterne della parete destra che mostravano in alto i santi Francesco e Giulio, protettori della Riviera d’Orta, e sotto “li luoghi principali della Riviera, col Lago, Monti e Terre”, opera del pittore lombardo Stefano Maria Legnani, impegnato al Monte nel tardo Seicento per la XVI cappella, e un fondale archtettonico di Giovanni Mariani, come ricordano le guide settecentesche del Sacro Monte. Vi era anche, ben evidente, lo stemma di Orta.

Questi dipinti, a causa dell’esposizione agli agenti atmosferici, sono molto rovinati, la veduta con i luoghi principali del Cusio è pressoché scomparsa. Per poter ricomporre quanto oggi si intravede soltanto, e cioè le finte architetture e lo stemma di Orta, è necessario disporre di fotografie che mostrino i dipinti quando erano meglio conservati. Ma le ricerche compiute sinora non hanno avuto successo. Per questa ragione l’Ente dei Sacri Monti chiede la collaborazione degli ortesi, delle comunità del Cusio e di tutti coloro che per la bellezza del luogo, per devozione o per affetto hanno frequentato il Sacro Monte e forse sotto quella parete hanno scattato qualche foto qualche decina di anni fa o sanno come recuperarla.

Questa cappella è un tassello importante della storia del Sacro Monte perché la fu iniziata. presumibilmente nel 1592, per iniziativa delle compagnie ortesi degli stagnarli e dei terracottari emigrati in Francia e Spagna in un’epoca in cui l’emigrazione era un fenomeno molto diffuso per le ridotte possibilità economiche della Riviera, e la partecipazione ad imprese come questa consentiva di mantenere i legami con le terre di origine.

I lavori, che dovevano procedere a rilento per le limitate disponibilità finanziarie, prosegui­rono grazie alla diretta partecipazione economica dei nobili ortesi così che nel 1604 erano quasi conclu­si, mancava solo il tetto. Nel 1615 erano ultimate anche statue e pitture. La cappella, detta anche “Cappella della Comunità”, testimonia quindi del legame fra il Sacro Monte e la comunità di Orta che non a caso volle finanziare la prima tappa dell’itinerario, con la Nascita di san Francesco, all’inizio del percorso del Sacro Monte come per rivendicarne anche simbolicamente l’appartenenza.

Per segnalare il ritrovamento di fotografie della parete meridionale della cappella (la parete a destra della facciata), con i resti degli affreschi originari, si prega di scrivere a segreteria@sacri-monti.com o di telefonare al numero 0322911960.

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