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«Questa potrebbe essere l’ultima battaglia»

Lo ha annunciato il segretario dell'associazione Amici Parco della Battaglia, Paolo Cirri, in occasione della 170esima rievocazione del 23 marzo 1849: «Ci auguriamo che si possa trovare una soluzione adeguata»

Grande partecipazione di pubblico e ottimo successo – complice un weekend con temperature più estive che primaverili – per le celebrazioni del 170esimo anniversario della Battaglia del 23 marzo 1849. Un appuntamento iniziato venerdì 22 marzo con l’inaugurazione della mostra delle stampe e dei cimeli presso la nuova sede di “ExpoRisorgimento” al Castello e proseguito con più momenti in luoghi diversi tra sabato e domenica.

La mattinata del 23 marzo è stata dedicata alla commemorazione dei Caduti della battaglia presso il Sacrario – Ossario della Bicocca – per i novaresi, familiarmente, “La Piramide” – dove sono state deposte le corone d’alloro ed è stata celebrata la messa, alla presenza delle autorità civili e militari e delle associazioni con i loro labari. Se l’importanza della conoscenza delle vicende locali che hanno avuto un’importanza cruciale a livello nazionale, nel processo di unificazione risorgimentale, è stata sottolineata con enfasi sia dal sindaco Canelli sia dal delegato provinciale alla cultura De Grandis, le parole di Paolo Cirri, presidente dell’Associazione degli Amici del Parco della Battaglia onlus, sono state decisamente più critiche. Come già anticipato in occasione della presentazione degli eventi, «la burocrazia legata a questo tipo di manifestazioni è sempre più complessa, sebbene le armi utilizzate siano reperti storici. Aumentano sia le autorizzazioni richieste, sia le difficoltà legate ai pagamenti, in quanto le onlus non possono emettere fatture. Ci auguriamo che si possa trovare una soluzione adeguata, perché altrimenti questa potrebbe essere anche l’ultima rievocazione».

Non meno amaro il commento al termine della posa delle corone al cimitero, una di fronte alla lapide dei caduti austriaci e francesi del Risorgimento e l’altra al monumento alle vittime italiane e dell’Impero asburgico della I guerra mondiale, rispettivamente all’ingresso del cimitero e nel III recinto. «Le lapidi e l’obelisco del cimitero versano da tempo in condizioni di conservazione piuttosto critiche: i nomi dei caduti della I e della II guerra d’Indipendenza sono quasi illeggibili – ha proseguito Cirri sostenuto da Renzo Fiammetti, rappresentante cittadino della Croce Nera d’Austria – perché cancellate dal tempo, mentre la parte superiore dell’obelisco deve essere consolidata e la croce sommitale ricollocata. Auspico che il Comune possa provvedere a questi restauri, necessari non solo per decoro, ma anche per onorare la memoria di caduti».

Tale spirito, quello della memoria dei caduti di tutte le guerre, ha guidato anche il Coro Cai Città di Novara nel concerto in programma nella serata di sabato presso la chiesa di San Giovanni Decollato. Alla presenza dell’assessore Iodice, già con altri rappresentanti delle istituzioni nel pomeriggio in Castello in occasione dell’annullo filatelico per l’anniversario, i coristi hanno voluto ricordare con i suoni e la parole dei canti del loro repertorio i momenti della “Grande Guerra”, proprio nel centenario della conclusione con i trattati di pace di Parigi. «Non avremmo potuto desiderare un luogo diverso – hanno sottolineato i coristi del coro novarese – perché proprio nella cappella di San Giovanni sono ricordati molti caduti delle guerre mondiali, e qui si sono celebrate tutte le messe in onore dei caduti tra il 1915 e il 1919, e ancora dal 1940 al 1943». La cappella è stata aperta per tutta la giornata di sabato, e alcuni membri della Confraternita hanno illustrato ai tanti che si sono fermati – per curiosità o per ricordare i propri cari – le vicende alle origini della costruzione in affaccio su piazza Puccini.

Sono stati i campi del Torrion Quartara, limitrofi all’area del Parco della Battaglia, ad ospitare la rievocazione vera e propria della battaglia nella giornata di domenica: dalle 10 del mattino sono stati allestiti accampamenti ed addestramenti, mentre alle 15.30 i diversi gruppi storici giunti anche da altre parti d’Italia, suddivisi tra esercito piemontese ed esercito austriaco in divisa d’epoca, hanno dato il via ai combattimenti, con tanto di spari e di cannonate alla presenza dell’arte glicerina e della cavalleria. La Banda storica della Guardia Nazionale di Confienza, come consueto, ha allietato il pomeriggio con inni ed intermezzi musicali.

Il programma completo delle manifestazioni al link Novara Risorgimentale, quest’anno l’importante anniversario

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