Culture

“Ottocento in collezione”, un percorso di bellezza tra storia e silenzio

Inaugurata questa sera la mostra al Castello con ottanta capolavori del XIX secolo molti dei quali esposti per la prima volta a Novara. L'esposizione sarà visitabile fino al 24 febbraio

Sono ottanta e molti sono esposti a Novara per la prima volta: 74 dipinti e 6 sculture dall’Unità d’Italia fino ai primi del Novecento. La mostra al Castello “Ottocento in collezione“, che è stata inaugurata questa sera ed è aperta al pubblico da domani, propone opere veri e propri capolavori del XIX secolo.

«L’Ottocento è un secolo molto particolare perchè vede sviluppi significativi a livello socio politico – ha spiegato Elena Staudacher, curatrice insieme a Sergio Rebora -. In questo secolo di transizione si assiste anche al tramonto della committenza: fino alla fine 700 c’era una committenza aristocratica e clericale molto forte che dava indicazioni agli artisti i quali erano solo esecutori e non avevano spazio per mettere il loro gusto. Nel corso del secondo Ottocento si assiste,  invece, a quello che è un cambiamento delle tematiche per cui sono gli artisti che cominciano a proporsi guardandosi intorno, di qui la scoperta del vero e di quello che è la vita di tutti i giorni in ambiente sia borghese che popolare».

L’esposizione è promossa dall’associazione culturale Mets Percorsi d’Arte che primavera aveva organizzato la mostra “In risaia” nella Sala dell’Accademia del Broletto.

Il percorso espositivo tra le stanze del castello è stato suddiviso in otto sezioni tematiche (Il Risorgimento nazionale tra epica e cronaca; L’Italia delle regioni: scene di città ed episodi quotidiani; la varietà del paesaggio italiano; Il quotidiano famigliare della nuova borghesia; Uno sguardo oltre il confine: gli italiani a Parigi e la Maison Goupil; Suggestioni dall’esotico; Il lavoro e la nuova sensibilità ai risvolti sociali;Oltre il confine) che permettono al visitatore una migliore fruizione di un allestimento coerente.

Perchè una volta che si entra nelle stanze, tutto il resto rimane fuori e ci si ritrova immersi in un percorso di bellezza dove c’è solo storia e silenzio; ogni quadro parla per sè, senza però rendersi completamente indipendente, ma restando inserito in una narrazione corale.

È, per esempio, il “Petalo di rosa” di Segantini ad aprire, dietro un vetro, l’ultima sezione; un dipinto enigmatico che tramite che hanno permesso di riscrivere la storia di un dipinto, è stato possibile confermare l’esistenza del quadro “Tisi galoppante” sotto l’attuale opera.

Da solo in una stanza, invece, travolge gli occhi del visitatore la “Emiliana Concha de Ossa”, uno dei dipinti più noti di Boldini: un soggetto che ritrae la ricca e giovane cilena che divenne la modella e musa preferita di Boldini, e forse anche qualcosa in più, considerando il fatto che il pittore ferrarese ha realizzato più di sei dipinti e dozzine di schizzi.

Il progetto è realizzato con il sostegno di Banco BPM (main sponsor), Banca Aletti, Fondazione Banca Popolare di Novara e di Fondazione CRT, con il patrocinio della Regione Piemonte e del Comune di Novara.

La mostra è visitabile fino al 24 febbraio da martedì a domenica dalle 10 alle 19; aperture straordinarie 1 novembre, 8 e 26 dicembre, 1 e 22 gennaio. biglietto intero 10 euro; ridotto 8 euro; scolaresche 5 euro; convenzioni con Abbonamento Musei, Fai, Touring Club; audioguida 3 euro, catalogo 30 euro in mostra, 35 euro in libreria.

Per informazioni www.metsarte.com, Atl 0321 394059.

[Leggi anche “Dai Macchiaioli a Segantini, l’Ottocento italiano in arrivo al Castello“]

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[photo credit Simone Nerviani]

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