Culture La Voce del Circolo

Lucia Annibali e il suo messaggio di coraggio e speranza

L'avvocato pesarese sfigurata con l’acido da due uomini “assoldati” dall’ex compagno ha presentato al Circolo dei lettori il suo libro “Io ci sono. La mia storia di non amore”

La sua vicenda è tristemente conosciuta. Una vicenda di violenza, ma che ha finito col trasformarsi in un messaggio di coraggio e di speranza per tante donne considerate vittime di un “non amore”. Il nome di Lucia Annibali, avvocatessa pesarese oggi parlamentare del Pd dopo essere stata collaboratrice dell’ex ministra Maria Elena Boschi sulle tematiche riguardanti la violenza di genere, divenne nota nell’aprile di sei anni fa quando una sera, sulla porta di casa, venne sfigurata con l’acido da due uomini “assoldati” dall’ex compagno.

Una storia raccontata in un libro, “Io ci sono. La mia storia di non amore”, scritto con la giornalista Giusi Fasano e pubblicato da Rizzoli nel 2014, presentato sabato pomeriggio al “Circolo dei lettori” nel corso di un incontro realizzato con la collaborazione dell’Aied, di Donne del Mediterraneo e dell’Università del Piemonte Orientale.

Una presentazione, dove la drammaticità di un episodio come quello dell’“agguato” è stato rivissuto nella lettura di Paola Borriello. Poi il dialogo con il pubblico, moderato da Tiziana Fiorani, che lo ha definito un «momento importante anche dal punto di vista educativo, perché parlare di violenza di genere si può e si deve, perché i “numeri” nel nostro Paese sono veramente allarmanti». Il libro, invece, «è bello da leggere, perché scatena diverse emozioni». Si potrebbe dire rabbia, ma anche tenerezza e ammirazione per quella che è stata la sua forza, il suo coraggio, la sua determinazione nell’affrontare delle autentiche “torture” sulla strada del recupero, fisico ma anche psicologico.

Si potrebbe parlare di un libro triste, ma qui la stessa Annibali lo ha definito «positivo, che racconta il male e il bene, che fa condividere un’esperienza di vita». Tante sfaccettature e tante messaggi sono contenuti: «E’ anche una storia di solidarietà e di umanità, di grandi speranze per il futuro. Una storia di amicizia e anche di grande amore». Ed è anche un libro che racconta di una rinascita, una nuova vita nata (o “rinata”) in tutti i sensi, proiettata forse alla ricerca di un amore. Quell’amore che in qualche modo la protagonista si è vista negare da chi ha voluto colpirla. Una testimonianza importante, che lascia un profondo messaggio: uscire dalla violenza si può e si deve, se il tema della violenza di genere viene esaminato, studiato e superato prima di tutto dal punto di vista culturale. Facendo attenzione che tutti i soggetti rispettino il loro compito.

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