Culture Storia & Storie

L’antica chiesa di San Vincenzo ora sede della Fabbrica Lapidea

Attestata in un documento del 14 marzo 1018 riguardante una permuta di terreni e in un altro analogo del 1053 inseriti da Carlo Francesco Frasconi nel suo “Documenti risguardanti le chiese, monisteri, conventi e spedali di Novara e sobborghi dal IX secol al primo decennio del XIX”, la chiesa di San Vincenzo era uno dei più importanti edifici religiosi della città, “edificata sulle regole architettoniche delle basiliche antiche”.

Citata anche nel documento redatto dal vescovo Litifredo nel 1124, inerente all’esenzione del clero di alcune chiese dall’obbligo di recarsi in Duomo durante le quattro feste religiose più importanti dell’anno liturgico, nel 1553 San Vincenzo viene scelta dai canonici di San Gaudenzio come luogo per conservare le spoglie del santo patrono in seguito alla demolizione della chiesa extramurana di San Gaudenzio, resasi necessaria per la realizzazione delle nuove fortificazioni spagnole. Da lì a qualche anno, però, anche San Vincenzo non ebbe sorte migliore e, tra il 1560 e il 1577, venne quasi completamente abbattuta per edificare l’attuale basilica di San Gaudenzio.

L’unica parte conservatasi fino ad oggi dell’antica chiesa, preservata perchè destinata a sacrestia e a temporaneo sacello per le reliquie di San Gaudenzio e di altri santi, è la cappella di San Giorgio, che conserva ancora la copertura con volta a crociera e interessanti lacerti di affreschi sull’arco di ingresso a tutto sesto e all’interno della struttura. Pertanto, l’attuale sede della Fabbrica Lapidea della Basilica di San Gaudenzio è una parte della navata centrale dell’antica San Vincenzo, ridotta nelle dimensioni per il successivo addossamento della basilica: doveva trattarsi di un edificio a tre navate, con cappelle laterali affrescate di cui, però, non si hanno descrizioni nelle visite pastorali. Restaurati nel 2007, gli affreschi sono stati ricondotti alla bottega di Giovanni De Campo, artista attivo nel territorio novarese tra il 1440 e il 1483: se il ciclo degli Apostoli è confrontabile per i versetti dei cartigli con gli Apostoli del Battistero di Novara, sempre attribuiti alla sua bottega, le realizzazioni di più elevata qualità sono la Madonna in trono con bambino, sul pilastro sinistro di imposta dell’arco, sebbene sia frammentaria, e la scena della Crocifissione, sulla parete est della cappella.

Forse proveniente da San Vincenzo è anche l’affresco murato sulla parete ovest della Cappella della Circoncisione della Basilica; pertinente all’antico convento di San Luca, invece, è l’affresco noto come “Madonna di San Luca”, attribuito al pittore Bartolonus, collocato sulla parete nord della sede della Fabbrica Lapidea, salvato dale distruzioni perchè ritenuto “prodigioso”.

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