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La misteriosa epigrafe greca di Omegna, un mistero svelato?

Il frammento ritrovato negli anni Sessanta durante gli scavi per il lungolago è stato oggetto di un convegno a Mergozzo.

La sua è una presenza misteriosa, che pone delle domande: c’erano comunità greche ad Omegna in epoca antica? E’ arrivata o è stata trovata in loco? Se si scavasse, si troverebbe altro? Che cosa trasmette?

Cominciamo con ordine e in sintesi: negli anni Sessanta arrivò al museo di Mergozzo un frammento epigrafico con lettere greche (12,5 x 5-6 x 1,5 cm). Si riportò che era stato trovato durante dei lavori di scavo edilizio sul lungolago di Omegna (leggi qui), dove si costruirono le vecchie poste. Per anni è stato considerato forse falso, forse portato, forse… mesi fa il Museo ha dato incarico alla professoressa Enrica Culasso, docente di epigrafia greca a Torino, di studiare il frammento. E così è stato.

Sabato 11 maggio, a Mergozzo, la professoressa ha relazionato e dettagliato la sua ipotesi in occasione di un incontro pubblico.

 

 

Ma che cosa ha detto? Per lei è il frammento centrale di un’epigrafe funeraria di un ragazzo tredicenne o di un bimbo di 13 mesi, ricavata forse da un’epigrafe precedente o da un frammento di una lastra destinata ad altro uso; lo stile e la lingua usata rimandano ad un’epoca tarda, IV e V secolo d.C.; le caratteristiche stilistiche lo collegano invece ad una, allora, assai diffusa comunità siriaca che commerciava nella Pianura Padana seguendo le vie d’acqua e le vie di terra che collegavano fiumi, laghi, canali… partendo da Concordia Sagittaria ed Aquileia dove erano le loro basi commerciali. Tracce di questa comunità si sono trovate anche altrove in Italia occidentale: Vercelli, Voghera, Milano, Pavia, Como ed Angera. Dunque anche assai vicino ad Omegna.

Si trattava di una comunità assai legata alle proprie radici che conservava la lingua greca, almeno in forma scritta, in un contesto culturale dominato dal latino. Sulle loro lapidi, oltre al greco, infatti, anche continui riferimenti ai paesi di origine in Siria. Commercianti ed emigrati dell’epoca, legati con molta nostalgia al paese di origine: come tante comunità nel mondo contemporaneo.

L’ipotesi che a Omegna, sul Lago d’Orta, ci fosse in epoca tarda una comunità grecofona di origine siriaca è dunque plausibile per la professoressa. Ma ha sottolineato più volte che ci vorrebbe una campagna di scavi per certificarlo. Ha perciò messo in guardia dal fare facili, ed affascinanti, collegamenti con la tradizione dei santi Giulio e Giuliano, greci, che evangelizzarono il Cusio. Cacciando i draghi dall’Isola di San Giulio, si dice.

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