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Il bello delle “stanze segrete”? È che Sgarbi non c’è

A una settimana dall’apertura della mostra “Dal Rinascimento al Neoclassico – Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi” è tempo di ragionamenti e riflessioni. Quella predisposta al castello di Novara è un’esposizione emozionante che racchiude 120 opere di grandi nomi come Guercino, Lotto, Hayez e Gentileschi e altre di autori meno conosciuti, ma che, nel complesso, permettono un eccellente sguardo introduttivo all’arte italiana di quattro secoli.

Un’occasione da non perdere, dunque, che potrà essere meglio vissuta da chi ha avuto la buona sorte di sfuggire al pretenzioso, narcisistico e inadeguato soliloquio dello stesso Sgarbi durante l’inaugurazione di mercoledì 20 settembre. Il suo vagabondare in argomenti di cronaca spicciola non è sembrato un segno di coerenza con il tema da presentare e nemmeno un mezzo didattico necessario per avvicinare all’arte il pubblico meno addestrato o per accompagnare quello già del mestiere; piuttosto ha dato l’impressione di un’improvvisazione da tè delle cinque di vecchie pettegole.

Che cosa ha a che vedere un discorso privo di significato e di interpretazione incentrato sulla quantità di figli in circolazione, sui migranti, i soldi accumulati, il papa presunto ateo o tangentopoli con la nobiltà, la dignità e la magnificenza dell’arte? Un discorso competente tenuto da una persona altrettanto competente si riconosce subito dalla forza espressiva, dal rigore dei contenuti, dalla capacità di comunicare tali che un visitatore, esperto o neofita, possa essere attirato da un sentiero nuovo del sapere, piccolo o grande, iniziale o conclusivo, ma comunque aperto davanti a sé; non certo abbassando il livello cognitivo del pubblico o peggio ritenendolo talmente incapace da non essere degno di una presentazione onesta e seria. Uno studente di liceo motivato, abituato a documentarsi o in procinto di preparare un discorso avrebbe potuto fare di meglio.

Per fortuna che l’arte non è suscettibile: una mostra significativa e così ben allestita oltre alla possibilità di visitare le stanze del castello sapientemente restaurate, permettono di accompagnarci in un viaggio che vale la pena di intraprendere.

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