Culture

Gaudenzio Ferrari ripiega sull’Arengo del Broletto

La grande mostra del 2018 si svolgerà al Broletto anzichè al castello come già precedentemente annunciato. L'inaugurazione del 23 marzo sarò anticipata da tre incontri a Torino dedicati al maestro del Rinascimento

Se in un primo momento era stato il castello a essere individuato come la location della grande mostra del 2018, ora gli organizzatori hanno cambiato rotta ripiegando sull’Arengo del Broletto «per motivi climatici degli ambienti e per la dimensione di alcune opere che le stanze del castello non sarebbero in grado di contenere». A dichiararlo è stato il sindaco Alessandro Canelli, durante la conferenza stampa di questa mattina per la presentazione della mostra su Gaudenzio Ferrari. Un evento, come già annunciato più volte, promosso dall’assessorato alla Cultura della Regione Piemonte insieme all’associazione Abbonamento Musei e il sostegno economico di di Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Intesa San Paolo e Cariplo e che riguarderà Novara, Vercelli e Varallo, le tre città direttamente coinvolte nella vita e nell’opera del grande maestro del Rinascimento.

«Possiamo definirla come la prima mostra del Quadrante – ha continuato Canelli – la prima volta in cui il Piemonte ha fatto rete dimostrando la continuità di una programmazione culturale iniziata in questi anni».

Alla presentazione è intervenuto anche il vescovo, monsignor Franco Giulio Brambilla: «Ci sono due tipi di genio: il primo è quello che nasce in anticipo, dunque è un genio incompreso e di questo noi abbiamo un grande esempio sulla nostra terra che è Antonio Rosmini: il suo difetto è stato quello di avere avuto un pensiero profetico anticipatorio di quasi un secolo rispetto all’evoluzione. Poi c’è un secondo tipo di genio, come quello di Gaudenzio che nasce in un tempo in cui ce ne sono molto altri e corre il rischio di essere oscurato. Io mi sono incontrato la prima volta con Gaudenzio fuori diocesi durante una serata al santuario di Saronno dove Gaudenzio ha dipinto la cupola del concerto degli angeli. Questa è una mostra multipolare che va visitata nella sua interezza; è certamente un aggiornamento dell’ultima allestita nel 1956 che si pone anche degli obiettivi scientifici, per esempio sulla ricostruzione della vita e della biografia artistica di Gaudenzio che ancora non esiste. Credo, però, che la sorpresa sarà riscoprire la sua modernità: nel 1512 Michelangelo finisce di affrescare la volta della Cappella Sistina e Gaudenzio sta preparando i cartoni per dipingere la parete di Santa Maria delle Grazie. Qui troviamo due indizi: il logo del 1513 e, nella lunetta del palazzo di Pilato, compare il Laocoonte che era stato scoperto solo sei anni prima. Quindi è interessante sapere se Gaudenzio era stato a Roma, si era fatto mandare dei disegni, l’aveva dipinto lui. Insomma, piccoli grandi misteri che confluiscono in questa tema che interessante approfondire. Noi siamo qui come diocesi perchè abbiamo la fortuna di essere i possessori della maggior parte delle opere e per l’occasione metteremo a disposizione la Pala di Santa Caterina, il polittico di Arona, il polittico di San Gaudenzio a Varallo, La Cena del duomo e oltre a tutte le altre opere visitabili in loco».

Dal Louvre, invece, arriverà i dipinto di San Paolo che rientra per la prima volta in Italia dal tempo di Napoleone. «Ricostruiremo poi – ha spiegato Giovanni Agosti, uno dei curatori insieme a Jacopo Stoppa – la cappella di Santa Maria della Pace di Milano. Tra i pezzi più importanti ci sarà la Pala di Santa Caterina, un capolavoro a lungo trascurato, ma riscoperto da poco grazie a un ritrovamento dello scorso anno che parla di una predella: per la prima volta dopo duecento anni la pala sarà messo vicino alla predella originaria ricomponendo, così, l’assetto di come si presentava nell’antico duomo di Novara».

Il progetto ha, inoltre, coinvolto un buon numero di studenti dell’università di Torino: «L’intento  – ha proseguito Stoppa – è stato quello di formare delle giovani generazioni che avessero a cuore un rapporto oggettivo con le opere d’arte, ne conoscessero la materialità e le vicende critiche senza ingenuità; in questo siamo stati sostenuti dalla Regione Piemonte ha compreso anche un altro dei punti fondamentali che è stato quello di rifotografare tutto il Gaudenzio possibile grazie al finanziamento di una campagna fotografica».

La mostra, dunque, in contemporanea a Novara, Vercelli e Varallo il prossimo 23 marzo; a sarà visitabile a Novara e Vercelli fino al 1° luglio, mentre a Varallo Sesia proseguirà fino al 16 settembre.

L’inaugurazione sarà anticipata da tre incontri a Torino incentrati sul tema “Gaudenzio, un Maestro del Rinascimento in Piemonte”, ai quali ci si potrà prenotare a partire dal 1 febbraio. Il primo è previsto per giovedì 15 febbraio alla Galleria Sabauda dove si potrà ammirare la Sala dedicata a Gaudenzio Ferrari nella sezione riservata ai Maestri del Rinascimento in Piemonte. Lunedì 26 febbraio alle 17, a Palazzo Madama (piazza Castello), Simone Baiocco, conservatore di Palazzo Madama, presenterà l’opera di Gaudenzio nel contesto piemontese soffermandosi sulle opere presenti nella collezione dello stesso Palazzo. Nel mese di febbraio, il Centro per il Restauro di Venaria guiderà il pubblico nei propri laboratori per scoprire gli interventi di manutenzione e restauro previsti per alcune delle opere che saranno presenti in mostra, tra questi un nucleo di cartoni di Gaudenzio e della sua scuole provenienti dalla Pinacoteca dell’Accademia Albertina. Infine, sabato 3 marzo, alle 16.30, 17.30 e 18.30, visita guidata alla sala dei Cartoni Gaudenziani in Pinacoteca Albertina, per ricordare la donazione dei cartoni stessi da parte di Carlo Alberto all’Accademia. Le visite guidate sono gratuite, è necessario il pagamento del biglietto d’ingresso nella sede (biglietto di ingresso gratuito per gli abbonati di Abbonamento Musei).

[Nell’immagine in evidenza, da sinistra i curatori della mostra, il sindaco e il vescovo con una copia degli Angeli di Gaudenzio Ferrari trafugati nel 1974]

 

 

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