Culture In Piemonte

Dal Louvre a Novara le opere di Gaudenzio Ferrari

Come già anticipato a novembre dalla Voce, inaugura il prossimo 23 marzo la grande mostra dedicata al maggiore esponente della scuola pittorica piemontese del Cinquecento

Una mostra per scoprire la grandezza di un maestro assoluto del Rinascimento che Giovanni Paolo Lomazzo, pittore e trattatista dell’età del Manierismo, aveva definito come «uno dei sette Governatori nel Tempio della Pittura» al pari di Mantegna, Michelangelo, Polidoro, Leonardo, Raffaello e Tiziano.

Lui è Gaudenzio Ferrari, per i novaresi “l’altro Gaudenzio”, per tutti il maggiore esponente della scuola pittorica piemontese del Cinquecento a cui la Regione Piemonte sta per dedicare una mostra dal titolo “Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari”.

Un grande evento che è stato presentato lo scorso 22 novembre a Torino e che giunge a quasi cinquecento anni dalla morte e a sessant’anni dall’ultima esposizione allestita al Museo Borgogna di Vercelli (1956) e curata da Giovanni Testori, il notissimo storico dell’arte e critico letterario.

L’esposizione inaugurerà il prossimo 23 marzo e si svolgerà in tre città piemontesi direttamente coinvolte nella vita e nell’opera di Ferrari: a Varallo Sesia sarà affrontato il primo periodo della carriera dell’artista; il percorso comprende il patrimonio artistico lasciato dall’artista  al Sacro Monte di Varallo, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, nella Collegiata di San Gaudenzio e nella cappella della Madonna di Loreto. A Vercelli sarà presentata la stagione della maturità con le opere dell’artista presenti nella chiesa di San Cristoforo: la Pala della Madonna degli Aranci, le tele dedicate agli evangelisti e il ciclo di affreschi che la decorano. Infine a Novara il castello ospiterà gli anni estremi, e si potranno ammirare  le opere dell’artista nella basilica di San Gaudenzio e nella Cattedrale.

Nelle tre sedi i visitatori potranno osservare quasi un centinaio di dipinti, sculture e disegni; come già accennato il percorso espositivo sarà integrato dalle opere immobili presenti nelle diverse aree territoriali, cicli di affreschi e statue appositamente valorizzati in loco. Insieme alle opere del Maestro, saranno esposte anche quelle di alcuni suoi contemporanei.

A concedere le opere di Gaudenzio e degli artisti “di confronto” sono istituzioni territoriali quali la Diocesi di Novara, la Galleria Sabauda, il Museo Civico d’Arte Antica e l’Accademia Albertina di Torino ed importanti musei italiani e stranieri. Tra questi ultimi il Louvre, il Ringling Museum of Art di Sarasota, lo Städel Museum di Francoforte, il Szépművészeti Múzeum di Budapest, oltre che storiche collezioni private.

La mostra sarà curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa in un percorso che permetterà di scandire meglio cronologicamente la sua carriera ancora ricca di incognite e problemi di autografia.

La rassegna sarà visitabile a Novara e Vercelli fino al 1° luglio, mentre a Varallo Sesia proseguirà fino al 16 settembre.

Un importante appuntamento, dunque, che coinvolge la città sotto la Cupola e che sarà presentato alla stampa martedì 30 gennaio alla presenza dei curatori, del sindaco Alessandro Canelli e del vescovo monsignor Franco Giulio Brambilla.

 

[Nell’immagine in evidenza il polittico di Gaudenzio Ferrari nella basilica di San Gaudenzio]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati

Sponsorizzato

La pubblicità su La Voce? PIù spendi più guadagni

La pubblicità su La Voce? Più spendi più guadagni

Lo sapevi che più pubblicità fai sul nostro quotidiano on line e sul nostro free press più guardagni? Da quest’anno, infatti, è stato approvato il cosiddetto Bonus Pubblicità che permette alle imprese, ai lavoratori autonomi e agli enti non commerciali di usufrire di un credito d’imposta in relazione agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa. L’ammontare del beneficio Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati e, addirittura, del 90% nel caso si tratti di microimprese, piccole e medie imprese e start-up innovative.