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«Alla salute» racconta la malattia, ma è un inno alla vita

Il docu-film sarà proiettato sabato 11 maggio, dalle 16, al cinema Araldo. Nella troupe che lo ha realizzato c'è anche il novarese Alessandro Alliaudi: «Un'esperienza emozionante e formativa, da cui sta nascendo una piccola rivoluzione sull'importanza del rapporto con medici e infermieri per i pazienti oncologici»

«Alla salute» racconta la malattia, ma è un inno alla vita. Vincitore al Biografilm International Film Festival 2018 del Premio della Giuria Lifetales Award e del Premio del Pubblico, il film sta raccogliendo recensioni, partecipazioni ai Festival, altri premi (fra cui Miglior Film allo Human Rights Award) e ottimo coinvolgimento di pubblico. Dopo l’ultima tappa al festival HotDocs di Toronto, il documentario sarà proiettato a Novara domani, sabato 11 maggio, dalle 16, al cinema Araldo (è consigliata la prenotazione dei posti all’indirizzo cineforumnord@hotmail.com).
Con la città della Cupola il docu-film ha un legame particolare: nel team che lo ha realizzato figura infatti anche il novarese Alessandro Alliaudi, in qualità di assistente alla regia e montatore, che ha già collaborato alla realizzazione del docu-film “Ritmo sbilenco” sulla vita privata dei componenti della band Elio e le storie Teste e di recente ha fatto parlare di sé per aver realizzato alcune installazioni in realtà aumentata sul Tgv Torino-Parigi, dedicate a Leonardo e tuttora fruibili dai viaggiatori (leggi qui).

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Alliaudi (secondo sulla scala, partendo dal basso) accanto alla regista Filì. In cima alla scala lo chef Simone Salvini

Il film racconta una possibile ricerca della felicità nonostante una grave malattia: quella vissuta da Nick Difino, noto chef  ‘food performer’, da quando scopre di avere un linfoma non-Hodgkin. La sua voce si alterna a 5 famosi chef ed artisti, fra cui Paola Maugeri, DonPasta, Roy Paci.

“E’ un lavoro durato quasi un anno – spiega Alliaudi – Ma tutto è iniziato molto prima. Quando Difino ha scoperto di essere affetto da questa malattia, sentiva un gran bisogno di condividerla e comunicarla e il suo counselor gli ha consigliato di fare dei video. E così ha iniziato a riprendersi e a farsi riprendere da un infermiere, con cui ha instaurato un rapporto speciale. Difino è quindi arrivato dalla regista Brunella Filì con un girato immenso, a cui bisognava dare senso. Io sono entrato in gioco in quel momento: l’idea mi piaceva, perché avevo deciso di iniziare a occuparmi di storie di vita reali. Brunella ha scelto di aggiungere anche delle interviste e ha coinvolto Paola Mugeri di Virgin Rock, il musicista Roy Paci e gli chef Simone Salvini e Diego Rossi. Il materiale è quindi aumentato esponenzialmente e devo ammettere che abbiamo dovuto ridurlo con sofferenza per farlo rientrare nei tempi canonici delle pellicole, perché era davvero ricco di momenti belli e altri molto toccanti”.

 

Il docu-film tratta il tema della malattia: cosa deve aspettarsi la gente in sala?

“E’ vero, si parla di una persona che deve fare i conti con la diagnosi di un linfoma non-Hodgkin, ma posso assicurare che è una pellicola in cui si ride molto. Perché di fatto è un inno alla vita e a come si possano affrontare i problemi – commenta Alliaudi – Inoltre in questa storia il ruolo paziente-medico e paziente-infermiere riveste un ruolo cruciale. La sanità italiana è ricca di eccellenze, ma questo aspetto per ora non rientra fra gli esami universitari che gli addetti ai lavori devono sostenere. Il film è riuscito evidentemente a far passare questo messaggio, perché all’ospedale oncologico di Bari (città d’origine della regista Filì) dopo la proiezione è stato attivato un corso dedicato proprio a questi aspetti. La speranza di tutta la troupe è che questo esempio possa essere colto dai centri di cura in maniera sempre più diffusa. Partecipare a questo progetto è stata per me un’esperienza formativa e molto emozionante”. Alla proiezione novarese, oltre alla regista e ad Alliaudi, interverrà anche il professor Gianluca Gaidano della Fondazione Italiana Linfomi e direttore della struttura complessa di Ematologia dell’ospedale Maggiore.

Qui di seguito il trailer

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