Cronaca In città

Via Biroli, i commercianti: «Abbandonati in un cantiere tra i rifiuti»

Da metà novembre la via è chiusa per i lavori di recupero dell'area ex Ferrovie nord: «Nessuno ci ha avvisato, i vigili sono arrivati direttamente con le transenne. La via è diventata un parcheggio per i pendolari. I nostri incassi stanno andando a picco»

«Ci sentiamo abbandonati. Da metà novembre via Biroli è chiusa, nessuno è mai venuto a dirci niente: ci siamo trovati in mezzo al cantiere e non sappiamo nemmeno quando finiranno i lavori, ma nel frattempo i nostri incassi stanno andando a picco». A parlare sono i titolari delle attività di via Biroli, dove sono in corso i lavori del progetto di recupero dell’area ex Ferrovie nord. «La sera del 13 novembre qui sono arrivati i vigili, che hanno chiuso la strada, senza alcun preavviso – spiega Rosella Bonacci, titolare del Christal Cafè – Eppure ciascuno di noi ha una mail, anche di posta certificata, ma il Comune non si è mai degnato di dirci nulla. Solo tramite i clienti e i giornali abbiamo saputo che i lavori sarebbero dovuti durare tre mesi, ma in realtà fino all’8 gennaio sono rimasti fermi, per delle verifiche sulla voragine che si era aperta dopo lo scavo sulla roggia. Nel frattempo la via è diventata un parcheggio per pendolari (che qui hanno trovato un interessante posteggio a costo zero), i nostri clienti non riescono più a raggiungerci e neppure noi, ad eccezione di chi ha un box in zona o un posteggio privato, può più parcheggiare l’auto, perché già alle 6,30 del mattino non c’è più un posto libero. Il Comune ci dica se la scadenza dei 3 mesi sarà rispettata». Quesito che rivolgono a Palazzo Cabrino anche Annarosa Cappelli della lavanderia e la famiglia di Stefano Viglione, che gestisce la ferramenta di via Bianchetti, “isolata” nel cantiere. E che la cotitolare della palestra Gymnasium Academy, Marisa Urban, ha rivolto più volte al Comune, ritrovandosi in mezzo a un rimbalzo di mail tra gli assessori ai Lavori pubblici Simona Bezzi e alla Mobilità Silvana Moscatelli.

Il disagio dei clienti


«Sappiamo che grazie a questi progetto la zona avrà delle migliorie – commenta Urban – ma al momento stiamo subendo molti disagi, soprattutto li subiscono i nostri clienti. Chi veniva in palestra per la pausa pranzo non trova posto in quel breve lasso di tempo. C’è chi ha già preso delle multe e chi è arrivato persino a parcheggiare alla Lidl di via Gibellini per riuscire ad arrivare qui (come abbiamo potuto constatare di persona durante l’intervista, ndr). Noi, soprattutto al mattino, abbiamo degli utenti che fanno esercizi di riabilitazione e che fanno fatica a raggiungerci. Eppure il nostro padrone di casa, soltanto qualche anno fa, ha sborsato circa 40.000 euro di oneri di urbanizzazione, per garantire un parcheggio alla nostra attività, che oggi non abbiamo più. Perché non limitare la sosta ai clienti delle attività della via fino alla fine dei lavori? Magari consentendo il posteggio a lisca di pesce: si guadagnerebbe un po’ di spazio in più». «Senza contare – aggiunge il presidente della società, Andrea Sacchi – le lunghe code che invadono corso della Vittoria negli orari di punta. Ci sono giornate in cui ci vuole mezz’ora per arrivare da qui a Sant’Agabio (passando sotto il ponte di via Leonardo da Vinci, ndr)».

Blocco e rifiuti ovunque: quanto pesa sui commercianti la chiusura della strada
I titolari della palestra ammettono di non aver registrato cali sulle iscrizioni. Ma non per tutti è così. «Se prima facevo 10 ricevute al giorno, ora ne faccio una sola – spiega Cappelli della lavanderia – Ci sono stati giorni in cui ho visto solo due clienti. Arrivare qui con pacchi pesanti, come ad esempio i piumoni, è faticoso e la gente non trovando parcheggio va altrove». «Io battevo 300 scontrini al giorno, ora arrivo a malapena a 80 – chiosa Bonacci del bar – E poco prima dell’arrivo del cantiere ho dovuto rinnovare il locale, per seguire le indicazioni dell’Asl, investendo 40.000 euro. Prima lavoravo moltissimo sul passaggio, adesso invece riesco a stare a galla solo grazie ai miei clienti abituali. Nel frattempo l’Assa ha interrotto la pulizia della zona e c’è immondizia ovunque». Peggio ancora sarebbe andata a chi ha acquistato la trattoria, ora chiusa dentro alle reti arancioni del cantiere. «Noi abbiamo dovuto spendere 180 euro per mettere un cartello – aggiungono alla ferramenta della famiglia Viglione – che spieghi ai clienti che ora si arriva in via Bianchetti dall’incrocio successivo su corso della Vittoria (in corrispondenza di via Domenico Maria da Novara, ndr), ma la gente fa fatica a raggiungerci, così è calata molto la minuteria. I privati vengono sempre meno. Avevano detto che i lavori sarebbero finiti a marzo: ma ce la faranno?».

La risposta dell’assessore ai Lavori pubblici
Secondo l’assessore ai Lavori pubblici Simona Bezzi «la fine dei lavori è fissata attorno al 15 di marzo. Nel cronoprogramma è già stato considerato anche lo stop forzato, legato alle verifiche di stabilità degli edifici che insistono sulla roggia».

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