Cronaca

Stabile confiscato diventa centro d’accoglienza per donne vittime di violenza

Casa e negozio in corso XXIII Marzo, confiscati alla criminalità, sono tornati al Comune di Novara. L'assessore Paganini: «Nell'unità commerciale sarà creato un centro di monitoraggio e presidio per azioni di contrasto alle infiltrazioni mafiose, l'appartamento sarà invece dedicato alla creazione della prima ‘casa rifugio’ per donne vittime di violenza»

Da stabile confiscato a centro di accoglienza per donne vittime di violenza. Casa e negozio in corso XXIII Marzo, confiscati alla criminalità, sono tornati al Comune di Novara che, dopo il ripristino, ne farà un centro di accoglienza per donne vittime di violenza.

«La Giunta – spiega Mario Paganini, assessore alla Cura della Città – interverrà presto all’interno dell’appartamento in corso XXIII Marzo 177 con una serie di interventi di recupero. Che prevedono opere manutentive di natura straordinaria per l’adeguamento funzionale alle normative vigenti e la riqualificazione di due beni immobiliari, un’unità abitativa e una commerciale».

 

 

 

In una seconda fase l’immobile verrà assegnato a pubblica utilità. «Come previsto dal bando regionale e dalla legge nazionale sui beni confiscati – continua Paganini – il suo recupero è legato al riutilizzo per scopi sociali di presidio territoriale. Nell’unità commerciale sarà creato un centro di monitoraggio e presidio per azioni di contrasto alle infiltrazioni mafiose sul territorio gestito da un’associazione attiva in questo campo; l’appartamento sarà invece dedicato alla creazione della prima ‘casa rifugio’ del territorio novarese di emergenza abitativa per donne vittime di violenza».

Gli interventi sono stati inseriti nel programma delle Opere pubbliche per il prossimo biennio. «Già approvato nel 2018 dal Consiglio comunale per un importo complessivo di 68.000 euro – conclude –  con una parte finanziata dal Comune l’altra col contributo regionale. Questo progetto rientra infatti nella più ampia attività dell’assessorato alle Politiche per la Famiglia della Regione Piemonte per la creazione di nuovi centri anti-violenza e di soluzioni di accoglienza in emergenza e di secondo livello per le donne vittime di violenza, sole e con figli».

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